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A meno di ventiquattro ore dalla prima cinematografica - il che certifica definitivamente la proattività di V. ed il mio status di Editore rompipalle - eccoci a voi con la recensione di "The Expendables – I Mercenari". Una piccola nota introduttiva: quello che segue non è uno spoiler, ma qualche indicazione sulla trama è presente. A voi la scelta!
Infine la stagione cinematografica sta ripartendo, non se ne poteva più di cinema chiusi e/o di vedere sfilare in cartellone tutte le proiezioni dello scorso anno! Io ho aperto le danze in modo roboante in compagnia di Alf, FPU, ma soprattutto di un bel po’ di personaggi che mi hanno regalato due ore di puro delirio. Vediamo un po’… prima di tutto Sylvester Stallone ha fatto il burattinaio (produttore, sceneggiatore, regista e chi più ne ha più ne metta… probabilmente ha supervisionato pure i costumi!) di un film credo nato in seguito ad una gran rimpatriata dall’alto tasso alcolico in cui, in compagnia di amici/colleghi, ha ricordato i chilometri di pellicole d’azione che tutti quanti avevano in curriculum  Come spalla Stallone si è scelto Jason Statham, col quale si è dilettato per quasi due ore a dar vita ad un fracassonissimo e meravigliosamente fine a sé stesso film, che per noialtri è stato un viaggio nei mitici anni ’80, effetto quest’ultimo amplificato da un montaggio oserei dire vintage. In tutta onestà pure la regia sembrava tale, ma non abbiam capito se l’effetto fosse voluto oppure non siano riusciti ad ottenere di meglio, quindi facciamo finta di niente e passiamo oltre  Jet Li che ironizza sulla sua altezza, Mickey Rourke in compagnia di femmine scollacciate, Dolph Lundgren che si redime, Eric Roberts - il perenne corrotto, Arnold Schwarzenegger e Bruce Willis (solo per citarne alcuni), hanno di fatto interpretato i propri personaggi migliori (con tanto di citazioni ed autoironia – il momento in cui Schwarzenegger nel suo cameo conclude con “sono troppo impegnato” e la replica di Stallone sono imperdibili!) con in sottofondo una degna colonna sonora assolutamente da recuperare. Volete sapere cosa succede? Secondo voi se a meno di cinque minuti dall’inizio parte già un colpo che letteralmente polverizza il tronco del nemico, siamo di fronte ad una pellicola di grande concetto o ad una di pura evasione in cui il galateo dello scontro fisico regnerà sovrano? Esatto, buona la seconda! Quindi, ci dovremo solo rallegrare se non vedremo scene memorabili, non sentiremo nessun dialogo dal messaggio profondo - tranne un monologo di pochi minuti neanche troppo intensi in cui di fatto M. Rourke richiama il personaggio interpretato in The Wrestler - e le battute seppur banali saran tante e ben riuscite come pure le scene improbabili (degna di menzione quella in cui il sessantenne Sly pretende di rimanere aggrappato dall’esterno ad un idrovolante in fase di decollo)! Questi ipertatuati mercenari a bordo dei loro cavalli di ferro o delle auto d’epoca ribassate sono pur sempre uomini d’onore che in nome della giustizia faranno di tutto: non conosceranno paura e dolore sotto l’incessante pioggia di pallottole customizzate del diametro di una mela, cercheranno di contrastare il nemico in scontri a fuoco che ricorderanno i migliori videogiochi dei tempi andati e correndo contro il tempo faran brillare tonnellate di esplosivo che illuminerà a giorno una delle tante corrottissime isole del centro America sino ad avvilupparla in fiamme spettacolari – come nei migliori film asiatici (omaggio a John Woo?) - che peraltro non sembrano turbare più di tanto gli abitanti del luogo. C’erano quasi tutti e mi domando se Jean Claude Van Damme, Steven Segal e Kurt Russell mancassero all’appello solo perché impegnati su altri set. Speriamo di vederli nel sequel anche se la loro presenza allungherà una delle liste di stunt più interminabile che abbia mai letto in un cinema ;)
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C'è un delizioso libretto edito da Ponte delle Grazie composto interamente da finte interviste a scrittori famosi, in cui ogni risposta è in realtà una citazione. Si intitola "Scrivere è un trucco del cuore"Ci pensavo oggi, rileggendo la recensione che ci offre V. de "Il giorno in più" di Fabio Volo. Trovo che abbia il merito di indicare, con lucidità invidiabile, una delle verità più assolute dei lettori: esiste il momento giusto per leggere un libro, il momento in cui le parole si separano dalla carta ed entrano nella tua vita, nei tuoi gesti quotidiani, nella città che vive attorno. In un commento che mi è apparso immediatamente vero ed appassionato, V. ci racconta di una favola che non vuole essere caposaldo di letteratura, ma che ha il merito di profumare di emozioni, esperienze, immedesimazioni.Perchè è vero che anche "Leggere è un trucco del cuore"Alf
Mesi fa in compagnia di un amico scorrevo l’elenco dei libri più venduti in Italia. Con stupore notavamo che, tra i primi venti classificati, vi erano ben tutti libri scritti da un autore. Come era possibile, soprattutto tenuto conto che non stavamo parlando di un noto accademico? Ciò indicava sicuramente che raccogliesse i consensi di più di una fascia di età! Ma, ma … ?!? Alla fine della conversazione la curiosità era oramai molta, così ho iniziato ad esplorare le sinossi sperando che per lo meno una mi intrigasse e convincesse a scoprire cosa avesse di speciale quello scrittore. Una scelta vi fu: E’ una Vita che ti Aspetto, di cui però ora non parlerò, anche perché lo scetticismo prima di rompere il ghiaccio fu molto e merita due righe a sé. I mesi passano, le prese in giro si moltiplicano, sembra abbia perso il giudizio perché quel libro non solo l’ho promosso ma l’ho pure sottolineato (!) facendo miei interi passaggi, ma il giorno del mio compleanno mi son guadagnata il secondo libro di Fabio Volo: Il Giorno in Più. Oggi condivido con voi il panico che la sera prima di concluderlo mi ha assalita: nonostante i cinquanta che regnano sulla mensola dei to be read, sono corsa in libreria perché ero agli sgoccioli e in casa senza un romanzo pronto all’occorrenza non si può stare! Cosa mi sta capitando??? Senza troppo pensare, credo sia il fatto che sono una coetanea dell’autore, molte esperienze sono inevitabilmente comuni e - cosa non da sottovalutare - questa storia, decisamente leggera, si ambienta tra i tram milanesi e NYC, quindi la mia immedesimazione aumenta esponenzialmente. Ma ancora non comprendo come riesca a tenere incollato il lettore al punto che si potrebbe citarlo per carenza di sonno e per danneggiamento della altrui socialità: son tre giorni che non interagisco col genere umano ed ho terribilmente sonno!!! Devo trovare l’inganno. I libri sono scritti da altri? Ha una laurea in psicologia? Va in analisi da talmente tanto tempo che è diventato così lucido e consapevole da riuscire a comunicare tanto e pure bene? Altra possibilità, sua mamma o persona del parentado è psicologa… se non fosse così, beh allora quel “ragazzo” ha talento, probabilmente non vincerà alcun nobile premio, ma ha le rotelline che girano assai bene. Altro dubbio, la mia generazione non rappresenta la fascia maggioritaria della popolazione, quindi oltre a noi, chi sono gli altri lettori? Aiutatemi, uscite allo scoperto (!), su fatevi avanti perché al momento sono restia a credere che una adolescenziale infatuazione per Volo porti orde di ragazzine a prediligere un libro piuttosto che gli incessanti ed infuocatissimi flirt estivi! Infine devo un grazie, perché nel momento in cui era difficile pure rifugiarmi tra le pagine - ma ne avevo estremo bisogno - ciò di cui necessitavo era li che mi fissava: un libro, una semplice favola che ha il merito di essere leggero, ironico, senza pretese, molto fluido, che abilmente ti fa sognare e (forse la sottoscritta) evadere sino al punto di rasserenare il necessario per tornare nella giusta dimensione. Consigliato a tutti coloro che hanno bisogno di rilassarsi, ma son ancora abbastanza coraggiosi da esibire un tomo che non sia stato scritto da un premio Nobel e non è cosa da poco… credetemi :) PS ora rimango nel terrore che questa favola estiva venga banalizzata dal film il cui primo ciak dovrebbe essere previsto per settembre, ma nooooooooooo
Questa settimana, A. segnala un po’ di film passati inosservati, o addirittura usciti direttamente in home video, per aiutarci a riprendere il ritmo lavorativo con “leggerezza”. Buona scelta!V.
Sunshine Cleaning: non conoscete questo film? Vediamo di incuriosirvi… Trama: due sorelle per fare un po’ di soldi decidono di avviare una compagnia di pulizia per scene del crimine (!!!) Se vi è piaciuto quel piccolo film indipendente intitolato Little Miss Sunshine uscito nel 2006, allora sappiate che gli autori sono gli stessi e, anche se ammetto che tra i due il primo risulta più genuino e ben riuscito, questo sicuramente vi piacerà. Non è una di quelle pellicole che vanno per la maggiore di questi tempi - niente gore e splatter (vista la trama poteva benissimo scadere nel genere), ma tratta di sentimenti, di rapporti rotti e ripresi, di lutti superati e “ripuliti” (scusate il doppio senso). Nota di merito ai protagonisti: un sempre bravo Alan Arkin viene accompagnato dalle due sorelle, interpretate da Amy Adams ed Emily Blunt – riuscite a trovare, attualmente, nel panorama mondiale due attrici con tanto talento insieme? Se non le conoscete ancora guardatevi questo film e poi cercatevi i loro precedenti lavori ;)
Ragazze da Sballo: il film non è passato né al cinema né a noleggio, ma è arrivato direttamente in vendita; sicuramente lo troverete a poco prezzo cercando tra gli scaffali più bassi delle ultime novità del vostro negozio di fiducia. Il genere è quello della commedia- scollacciata all’americana tipo American Pie. Parla di due ragazzi che, magicamente, vengono catapultati in un universo alternativo dove si vive sempre come dentro a un film porno (AH!); la città è un insieme di tipiche scenette da film per adulti e quindi si passa dall’incontro con due superpoliziotte in un vicolo mentre ti “perquisiscono” alla stanza degli interrogatori dove il poliziotto cattivo usa metodi “duri”. E ancora, la immancabile confraternita è piena di ragazza che giocano a Miss Maglietta Bagnata mentre all’ospedale si viene visitati dal “dott. Grilletto”. Pellicola simpatica, piena di doppi sensi e battute che fanno sorridere, adatto ai nostalgici di questo genere e si sentono orfani della saga di American Pie - è tanto che non ne esce uno nuovo !!!

Miss Marzo: ecco un piccolo film in stile funny people, non mi scaricare, strafumati, pieno di battute a raffica, personaggi disadattati (ma simpatici), con situazioni assurde e imbarazzanti. Questa pellicola vuole solo strapparvi qualche risata e ci riesce bene; è il tipico caso che passa inosservato ma che è piacevole proprio per questo motivo.
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Artista: GENESIS Album: Selling England by the Pound Uscita album: 1973 Provenienza artista: Inghilterra Genere: progressive rock Links: http://www.genesis-music.com/ Mi sono sempre piaciute le cose complesse e questa mia preferenza si rivela anche nei miei gusti musicali. Infatti sono decisamente un fan del progressive rock e altrettanto del progressive metal. Del secondo scriverò un’altra volta, mentre oggi voglio parlare di un album grandioso ed irrinunciabile, uno di quei dischi che tutti dovrebbero avere, in assoluto tra i miei preferiti e, come si dice, per molti ma non per tutti… Selling England by the Pound è stato l'album più venduto fra quelli del “periodo Gabriel” ed è quasi universalmente considerato il miglior album del gruppo, ma è sicuramente molto lontano dallo standard pop degli anni 80 e 90 che forse ai più viene in mente associato al nome di Genesis. Lo scopo del progressive rock era quello di fare degli album che fossero opere d’arte, andando oltre le caratteristiche melodiche armoniche e compositive che fino ad allora avevano caratterizzato il rock. Certamente lo scopo è stato raggiunto ad un livello di eccellenza. L’album si caratterizza infatti per un suono molto curato, con una registrazione ed un mix assolutamente al top per quegli anni; le atmosfere sono delicate e le linee melodiche immediate e contemporaneamente caratterizzate da una notevole complessità strutturale, armonica, e ritmica. Oltre al già comprovato estro vocale di Peter Gabriel spiccano le doti strumentali del gruppo: Steve Hackett alla chitarra è sicuramente una rivelazione per la sua capacità di creare momenti struggenti Tony Banks è come sempre fondamentale ed indimenticabile è l’ introduzione di piano classico in “Firth of Fifth” (una nota di colore: dopo averne sbagliato l’esecuzione durante un concerto smise di proporre il pezzo durante i live). Phil Collins si rivela un batterista di enorme talento. Dopo la chitarra, strumento che suono, la batteria è decisamente il mio strumento preferito ed adoro i dischi in cui piatti e tamburi non sono una semplice base ritmica ma parte integrante e fondamentale della canzone. Ascoltate con attenzione il pezzo strumentale di “The Cinema Show” e capirete cosa intendo. Da notare come Collins faccia anche un’apparizione in veste di cantante nell’acustica “More Fool Me”, in quanto lo stizzoso e già proiettato verso altri progetti Gabriel si rifiuta di cantarla. Chiunque apprezzi il rock classico avrà già l’album nella propria discografia. Per tutti gli alti fatevi un favore e cercate una risposta all’esordio del disco: “Can You tell me where my country lies?”
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musica, recensione, album, genesis, selling england by the pound, peter gabriel, phil collins, steve hackett, tony banks, progressive rock, musical-mente
"Perchè dollari?" è una raccolta di racconti di Marco Vichi che mi ha fatto immediatamente pensare ad una bussola: come uno strumento di navigazione, infatti, questo libro permette di orientarsi nella cifra stilistica di Vichi, che non si esaurisce nelle inchieste del commissario Bordelli e si allarga ad abbracciare un orizzonte decisamente più ampio. E siccome i racconti sono quattro, e i punti cardinali pure, vediamo un po' come posizionarli nella nostra bussola immaginaria... A Nord posizioniamo, se non altro per ragioni storiche, un racconto che affonda le sue radici nella lotta partigiana e della Repubblica di Salò; una storia che nasce in una libreria antiquaria e si chiude in un ospedale, sviluppandosi fra nuove amicizie, vecchi rancori, vendette trasversali. Rabbioso. A Sud piazziamo l'ultimo racconto della raccolta: una storia di lotta al narcotraffico e improbabili sentimenti di amicizia di un infiltrato, e sullo sfondo il racconto di un amore sfumato, raccontato fra tiri di sigaretta e banconote arrotolate. Intrigante. Ad Ovest - questa volta per ragioni geografiche - ci metterei il primo racconto, che regala il titolo al libro e che ci propone il commissario Bordelli in una delle sue più riuscite avventure: una casa apparentemente disabitata, una società segreta, l'insospettabile coinvolgimento del medico legale Diotivede. Sorprendente. Ad Est, forse in omaggio all'operosità (vera o presunta che sia) di cui ammantiamo Veneto e dintorni voglio inserire "Il portafogli", la storia di un solerte e un po' grigio ragioniere contabile alla prese con qualcosa di (decisamente) troppo più grande di lui. Il richiamo è netto ed esplicitato nelle note dell'autore, e sembra davvero di sentire il protagonista esclamare "Preferirei di no". Melvilliano.
Podio invariato e sempre popolato da finalisti di Premio Strega 2010 in questa classifica dei libri più venduti alla fine di agosto .
Posizione n. 10 - “Il tempo che vorrei”, di Volo, Mondadori editore nella giornata in cui viene annunciato l'inizio delle riprese per il film tratto da "Il giorno in più", il bravo Fabio Volo mantiene il suo posticino nella top ten dei libri più letti dell'estate Posizione n. 9 - “Il libro delle anime”, di Cooper, NORD editore L'ultimo Glenn Cooper ha almeno un merito: quello di aver scaraventato fuori classifica l'imbarazzante Zafon calcuttiano... 
Posizione n. 8 - “Caterina. Diario di un padre nella tempesta”, di Socci, Rizzoli editore La storia della figlia ventiquattrenne dell'autore, il giornalista e scrittore Antonio Socci, in coma per un arresto cardiaco, e della sua rinascita. Ammetto di non essere intrigato da queste storie, ma ne comprendo il successo

Posizione n. 7 - “Non esiste saggezza”, di Carofiglio, Rizzoli editore Ancora fra i dieci più venduti della settimana la raccolta di racconti - per la maggior parte già dati alle stampe - di Carofiglio. Se non avete passato mesi a spulciare riviste online ed ebay alla ricerca di qualsiasi cosa abbia scritto, ne vale la pena. In caso contrario, rischiate seriamente di innervosirvi

Posizione n. 6 - “Un giorno”, di Nicholls, Neri Pozza editore Ma perchè, perchè, perchè sei ancora in classifica? Alemo hai perso due posti.

Posizione n. 5 - “La caccia al tesoro”, di Camilleri, Sellerio editore l'ultimo romanzo con protagonista il commissario Montalbano e il suo scatto d'orgoglio: dopo due settimane di discese ardite, eccoci pronti con le risalite.

Posizione n. 4 - “L'ultima riga delle favole”, di Gramellini, Longanesi editore A questo punto mi sorge un dubbio: ma non è che la melensa quarta di copertina e il trufinissimo sottotitolo non rendono giustizia?

Posizione n. 3 - “Canale Mussolini”, di Pennacchi, Mondadori editore L'ultimo romanzo di Pennacchi che si è aggiudicato - fra molte polemiche - l'ultimo premio Strega mantiene il terzo posto in classifica. Io lo leggerò a sei mesi di distanza, cercando come al solito di mettere del tempo fra l'attribuzione di un premio letterario e la lettura.
Posizione n. 2 - “Acciaio”, di Avallone, Rizzoli editore Nella classifica delle vendite la seconda classificata allo Strega supera Pennacchi; considerato che è. Domani ne pubblico recensione.
Posizione n. 1 - “Acqua in bocca”, di Camilleri e Lucarelli, Minimum Fax editore Resiste l'accoppiata Lucarerelli-Camilleri. Piaccia o no, manierismo o vera collaborazione, è un libro che a me è piaciuto, a prescindere dall'affetto per entrambi gli autori.

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03/09/2010 @ 11.25.13
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