Recensione (in forma di saluto) di Il campeggio di Duttogliano di Tullio Kezich
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Questa non sarà una recensione. Sarà un po' rimpianto, un po' ricordo, un po' confessione. Non ho un buon rapporto con i telegiornali, in questo periodo. Quindi stamattina è andata di traverso la brioche, quando approfittando del Corriere messo a disposizione degli avventori mi sorbivo il primo caffè. E in fondo va bene così, perchè è dalle pagine del Corriere che Tullio Kezich ha raccontato di cinema e poesia, ed era in qualche maniera scritto che me ne raccontasse la scomparsa. E andiamo di confessione: c'è e ci sarà sempre, nella vita di ogni triestino, un momento in cui si troverà - magari scherzosamente - a confrontarsi con amici o conoscenti friulani, e il discorso scivolerà inevitabilmente su una successione di "Si, ma noi" "e però noi" di campanilistica fattura. E siccome su quella che è la conversazione da bar per antonomasia - il calcio - siamo costretti ad abbozzare, tendiamo a trasportare il discorso su arte e letteratura, che lì ci fregano difficilmente: si parte noi con Saba, Svevo e Slapater, interloquiscono loro - inevitabilmente - con Pasolini, li si ricaccia indietro chiedendo di andare ai giorni nostri, e si snocciolano in rapida successione Claudio Magris, Fulvio Tomizza, Mauro Covacich. E si aggiunge sempre Tullio Kezich, magari augurandosi che l'interlocutore non sappia che si è trasferito a Roma. L'ho fatto anche io, un sacco di volte. L'ho fatto prima del 2001, e l'ho fatto con maggior piacere dopo il 2001, dopo essermi divorato con leggerezza "Il campeggio di Duttogliano", scovato in libreria e quasi consunto dalla pressione ripetuta delle pupille. Una serie di splendide fotografie in letteratura, ritratti di una Trieste quasi intima: ricordo bene un passaggio con la descrizione di una sorta di orgoglio cittadino alla scoperta dei resti del Teatro Romano, ne ricordo altri in cui - con un affetto difficile da raccontare - Kezich narrava degli incontri con Saba libraio. Il mio Kezich, quello che ricorderò, rimarrà quello di questo testo amabile, dolcissimo, sferzante, orgoglioso. Per la sua attività di critico cinematografico, vero inventore di un genere prima giornalistico e poi letterario, lascerò la parola al Corriere, il giornale che ha amato e che lo ricorda così: "Ha insegnato, come solo pochi altri hanno saputo fare, la cosa più importate per un critico: la passione per ciò di cui si scrive. La cosa più importante per qualsiasi giornalista probabilmente. Ma l'arte, più di ogni altra cosa, deve essere amata per poter essere capita. E negli abituali racconti, sempre diversi, che scriveva per parlare dei film, ci raccontava essenzialmente questa sua passione. Il cinema è la vita, per questo ha bisogno di essere raccontato."
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Non so se ne parlerai, ma aprofitto di questo blog amante della letteratura, e di questo post di saluto e gratitudine per mandare un saluto alla grandissima donna che si è spenta questa sera: Fernanda Pivano. Una cultura infinita, grande caparbietà nel voler far conoscere all'Italia capolavori letterari e un grande amore per la musica. Grazie, Nanda!
Di
Anonimo
(inviato il 18/08/2009 @ 23:23:29)
Inutile dire che finirò per leggere, prima o poi, il libro che recensisci con tanta potenza e maestria. Sarà l'influsso dell'aria di quella terra tanto fervida di talenti letterari (tanto non posso essere tacciato di campanilismo..), sarà il tuo amore per l'arte, ma quanto scrivi sopra è sublime ars letteraria, il più bel coccodrillo che mi sia capitato di leggere in questi giorni. ""Il campeggio di Duttogliano", scovato in libreria e quasi consunto dalla pressione ripetuta delle pupille. Una serie di splendide fotografie in letteratura.." è potentemente poetico. Grazie.
Di
l.
(inviato il 19/08/2009 @ 09:00:24)
Le parole scorrono fluide trasmettendo un crescendo di emozioni. Direi che questo scritto è superlativo... non so che hai mangiato ieri sera, ma fallo più spesso! ;)
Di
RossoCrociata74
(inviato il 19/08/2009 @ 09:43:16)
Difficile imbattersi in tanta "raffinatezza e gentilezza intellettuale"soprattutto in un giovane uomo! Di norma si dice che appartenga all'universo femminile, o no ?! Complimenti ! Se poi è merito del ...cibo allora direi che ha mangiato qualcosa di veramente sublime:..... cibo degli Dei!Croce Bianca in campo Rosso
Di
Anonimo
(inviato il 19/08/2009 @ 23:01:34)
E' difficle spiegare quanto significhino le parole di Amici o quelle di semplici curiosi di passaggio, quando sono di questo tenore. Ci sono giorni in cui ti chiedi se valga la pena spendere del tempo davanti a un video e a una tastiera per raccontarti, a volte anche intimamente. Poi leggi un commento, capisci che hai lasciato un piccolo, minuscolo, sentitissimo segno nella giornata di persone che stimi infinitamente o che non conosci proprio. Ed in entrambi i casi, ti emozioni davvero. Grazie. Davvero, grazie.
Di
Alf
(inviato il 19/08/2009 @ 23:07:08)
non sarà sfuggito certamente che il commento n°4 è stato firmato inavvertitamente nello campo riservato al testo!!!Succede....così sfrutto l'occasione per ribadire un FANTASTICO BRAVO!!
Di
Croce Bianca in campo Rosso
(inviato il 19/08/2009 @ 23:13:59)
Quanto era sfuggito, invece! E quanto mi dispiace non aver indirizzato il ringraziamento ad personam, di conseguenza...
Di
Alf
(inviato il 19/08/2009 @ 23:45:07)
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