Recensione L'anno dei dodici inverni di Tullio Avoledo
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Chiunque mi abbia visto in libreria la scorsa settimana mi avrà dato del pazzo furioso: la velocità con cui mi ero fiondato sul nuovo Avoledo era pari esclusivamente alla rapidità con cui ho ritirato la mano, quasi che sulla pila del nuovo romanzo si fosse palesato un velenosissimo crotalo. Il fatto è che faccio fatica a capire quali siano le linee guida con cui vengono stabiliti i sottotitoli dei libri. In questo caso specifico, mi aveva allarmato la dicitura "quanto lontano sei disposto a spingerti per salvare un amore?" posta sulla copertina, e ne comprenderete certamente il motivo. Fortunatamente, dai tempi belli dell'"Elenco telefonico di Atlantide" ho cominciato ad apprezzare qualsiasi forma letteraria in uscita dalla penna di Tullio Avoledo. Affascinato dallo "Stato dell'Unione", colpito dal "Mare di Boring", ho coperto quella frase trufina in copertina con una mano e mi sono tuffato nelle prime pagine de "L'anno dei dodici inverni", spiluccando qua e là mentre mi avvicinavo alla cassa. Ne valeva la pena. Ancora una volta, Avoledo gioca con il lettore, lo accompagna in un labirinto apparentemente inesplorabile costituito da viaggi cronologici all'indietro e assurdi spazio-temporali. Lo fa, bisogna dargliene atto, esaltando la nobile arte della fantascienza con una struttura romanzesca assolutamente attuale ed intrigante: la storia e i pensieri del giovane-vecchio Libonati vanno a segno, e finiscono per intrecciarsi con la TUA storia. Quella fatta di piccoli e grandi errori a cui cercare rimedio, quella che vorrebbe davvero ingranare la retro e ricondurre a prima di quel maledetto inciampo, all'ultima frase detta ad un amico che se n'è andato (ciao A.), alla speranza di poterci riprovare di nuovo. A me, questo Avoledo qui piace.
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Annoiato, forse, dal "Mare di Boring"...
Di
Tullio
(inviato il 11/12/2009 @ 09:29:05)
Assolutamente no. Preferisco decisamente L'Elenco, ma Boring non mi ha annoiato :)
Di
Alf
(inviato il 11/12/2009 @ 20:48:37)
Lo sto leggendo, mi piace l'idea, sono a pagina 141, sono indeciso sull'effettivo "coinvolgimento", ma ... imperdonabile (almeno l'editor):"Emilio si faceva ogni giorno più chiuso, più scontroso. Parlava poco. Lasciava che fossero gli altri due a raccontarsela. Il vecchio e sua moglie scherzavano spesso, erano passati a darsi del TU e si raccontavano le cose come due buoni amici. [...].Un giorno il vecchio portò ad Esther una cassetta con della musica francese.- Spero LE piaccia, - LE disse. Non so chi sia il cantante, o il titolo delle canzoni, ma è musica bella.- Ma se non sa di chi è, allora dove L'HA trovata ? - chiese lei. girandosi fra le dita quella cassetta senza scritte, competamente anonima."MA CAZZAROLA, NON SI DAVANO DEL TU APPENA DUE RIGHE PRIMA ?
Di
Anonimo
(inviato il 31/01/2010 @ 11:17:51)
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