Proseguiamo nel nostro Capodanno musicale, e chiacchieriamo di jazz.Dopo un lungo-lunghissimo corteggiamento, il fratello fotografo (quello con il manico, intendo, non io che mi arrabatto) ha deciso di farmi un bel regalo di inizio 2011. Non sa in quale gorgo è precipitato: da adesso in poi sarà un florilegio di mail in cui chiederò il secondo contributo, la squadra di alfonso76.com mi appoggerà nel mio pressing, e il cellulare trillerà a orari (per lui) improponibili conm l'ennesimo sollecito. Benvenuto, eh!

(c) Luca d'Agostino - Phocus Agency Tempo fa, il mio prode fratello (prode, perché l’ho picchiato ininterrottamente per tutta la sua tenera età ed ancora mi rivolge la parola … chissà come fa!) mi incitò a scrivere sul suo blog di … jazz!
Vuoi perché come al solito il mio tempo è tiranno (sì, la solita scusa), vuoi perché nutro seriamente gelosie enormi per i feed che il suo stramaledetto blog riesce ad ottenere (buona la seconda!), non mi son mai adoperato per accontentare la sua richiesta.
Oggi, però, è una bella giornata di sole (quasi incredibile, dopo tre mesi di pioggia, vento, neve, grandine), ho dormito quasi piacevolmente a lungo (mia moglie, dopo quattro giorni di influenza finalmente è andata a lavorare! Meno male che c’è lei che lavora…), l’acqua che mancava in casa da due giorni (ma con tutto quello che ha piovuto … ma porc!) è finalmente tornata (ah ah, ma la mia macchinetta del caffè funzionava lo stesso con acqua di risorgiva, tiè!) ebbene, sì, ho deciso di scrivere di … jazz!
Innanzitutto: perché di jazz?
Il mio prode fratello (vedi incipit) conosce oramai da tempo la mia insana passione per la musica afroamericana! Che poi, ormai, è tutto anche oltre l’afroamericano, come è giusto che sì, ma questo lo affronteremo in seguito. Dicevamo? Ah sì, parliamo di … jazz! Più di venticinque anni fa (comunque, sappiatelo, sono giovanissimo ed affascinante!), caracollando per le strade della bassa friulana (che non è una giovane donna della mia regione cresciuta poco in altezza, ma che ben dimostra le “doti del friul!” – non ve le svelerò mai, altrimenti oscurano il blog … anzi, forse sì, sarebbe carino che fosse oscurato una buona volta! nda – però, a ben pensarci, potrebbe anche essere …) incappai in uno strano locale, disperso nella nebbia (sì, nella bassa friulana c’è anche la nebbia!) che aveva delle ottime birre e degli squisiti super alcolici! Già dal nome, “Bourbon Street”, dovevo capire che era decisamente meglio allontanarsi in tutta fretta …
Mi attirò però una strana musica, del quale allora non capivo assolutamente il senso (beh, forse ne capisco poco anche oggi). Saranno stati i bourbon, saranno state le birre, saranno state le venti camel senza filtro (ah, bei tempi: nei jazz club, allora, si poteva fumare! Ed ecco spiegata la nebbia della bassa friulana!) fatto sta che quella strana musica aveva un suo fascino particolare. Non saprei spiegarvelo: avete mai visto una donna bellissima, misteriosa, che con passo elegante e sicuro si siede accanto a voi, ordina un alcolico e vi sorride? Beh, neanche io!
Se non lo sapete, ma credo di sì (visto che quel prode di mio fratello lo ha scritto diverse volte su questo stramaledetto blog), sono un fotografo. Fotografo è forse una parola grossa, direi che campo con la fotografia. Che è quella strana cosa che più mi permette di fare le ore piccole, molto piccole, dormire a lungo, molto a lungo, e, soprattutto, rispondere di ogni sbaglio solo a me stesso (i miei assistenti direbbero che sono un titolare tiranno e spacca, ma non ascoltateli, sono gelosi del mio dormire a lungo, molto a lungo!). Quella strana notte, di tanti anni fa, accanto ai bourbon, alle birre, alle camel senza filtro (ah, a proposito! Oggi non fumo più … sigarette!!! … malelingue, solo sigari!) riuscii ad accarezzare la mia Nikon, portarla all’occhio, inquadrare e … fotografare il jazz!
Oddio, riuscire a fotografare il jazz è praticamente impossibile! Diciamo che ci provai … diciamo che ci provo ancora oggi. Insomma iniziò questo mio lungo calvario.
Dicevamo? Ah sì, bisogna parlare di jazz …
Beh, l’ho fatto.

(c) Luca d'Agostino - Phocus Agency

(c) Luca d'Agostino - Phocus Agency
Un paio di link per chi volesse approfondire:
QUI il sito ufficiale di Phocus Agency, fondata da un gruppo di fotografi specializzati in fotografia Jazz, tra cui Carlo Verri, Luca d'Agostino e Luciano Rossetti. Ah, ci arrivate anche dal bannerino che espongo orgogliosamente sulla colonna di destra del blog.
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