Vince tempera durante il concerto di Pordenone di Francesco Guccini, 12/12/2008... di Admin
"
una volta mi disse che non si puo' conoscere nulla se non attraverso il desiderio, il desiderio vero, non l'avidita' o la cupidigia, ma un desiderio puro, doloroso e primitivo, un desiderio intenso di tutto cio' che e' fuori di se'
In sintesi, è un sito con un software di face detection che consente di inserire un viso da una propria immagine in una serie di set prescelti. Il tutto, senza la necessità di utilizzare sofisticati fotoritocchi in Photoshop, della durata media di sette ore.
Dalla vostra, oltretutto, avrete sicuramente un soggetto più gradevole con cui divertirvi (è noto che riesco a dare il meglio di me dietro il corpo macchina). .
Di Admin (del 26/05/2010 @ 22:14:12 in Fotografia, linkato 272 volte)
Nell’estate del 1826, Nicéphore Niepce cosparse una lastra di peltro di 20 cm. per 25 con di bitume di giudea, e si preparò a ritrarre dalla finestra della sua stanza il cortile di casa. Tempo di esposizione: 8 (otto!) ore, il che spiega come mai risultino illuminate dal sole entrambe le facciate delle case adiacenti.
Il risultato, oggi conservato presso la Texas University ad Austin (USA) è quello che segue, universalmente riconosciuta come “prima fotografia della storia dell’umanità”:
Lanciamo una prima provocazione: questa immagine segna la nascita della fotografia, e fa di Niepce il primo fotografo e il primo fotoamatore della storia! Lungi da me volermi incastrare nel dibattito infinito fra fotografi, amatori, amatori evoluti, dilettanti autodidatti: ho la fortuna di avere un fratello fotografo professionista (e con un bel manico, per giunta), e questo mi ha regalato la visione più completa possibile sulla disputa. Ho troppo rispetto per quella professione e per gli sforzi che richiede per mescolare i piani: un altro, ottimo motivo per cui tendo a evitare chi mi propone di far le foto al matrimonio, oltre alla nota idiosincrasia per bomboniere e chicchi di riso.
Questo però è un fatto: probabilmente non del tutto conscio di prepararsi ad entrare su Wikipedia, Niepce scelse di fotografare uno scorcio assolutamente inutile, chiuso nel protettivo bacello di casa sua. Se non è fotoamatoriale questo...
Ma ci si proponeva di raccontare la storia del fotoritocco, e non la “storia della fotografia”. E infatti, indovinate un po’?
“Passai due ore a ritoccare all’acquarello le centinaia di puntini e macchie, ottenendo un’immagine migliore e più definita (...) sotto l’ingranditore attenuai il cielo, il tetto del fienile e altri dettagli.” (H. Gernsheim, cit. in Etudes photographiques n. 3, novembre 1997)
Chi scrive è lo storico Helmut Gernsheim, colui che, nel 1952, riuscì a ritrovare dopo anni di ricerche la prima lastra di Niepce, rendendolo eterno. In sintesi, il buon Gernsheim - il cui contributo, è bene ricordarlo, non si limita a questo ritrovamento, ma si estende ad una sorta di fondazione della storia critica della fotografia - ci ha regalato in un colpo solo la prima fotografia della storia, ed il primo fotoritocco.
Di Admin (del 05/10/2009 @ 19:45:48 in Fotografia, linkato 387 volte)
Mi sto godendo la lettura di uno splendido saggio di Michele Smargiassi sulla fotografia. Il titolo, l'azzeccatissimo "L'autentica bugia", è una dichiarazione di intenti dell'autore, che intende condurre il lettore in una disamina sulla capacità della fotografia di essere o meno trasposizione della realtà. Si narra, dunque, di immagini e finzioni, di fotoritocco evoluto e di trucchi da camera oscura, di modifiche ingenue e di immagini ritoccate che hanno avuto un forte impatto sulla cronaca e sulla società. Bellissimo.
Mentre venivo trasportato su e giù lungo la storia della fotografia, ho ricoperto il piacere della sottolineatura, del sunto del paragrafo tracciato a matita sul bordo pagina, dei simboli di interesse a fondo-facciata: tutte cose che non praticavo dai tempi del liceo. E siccome nei manuali liceali non era previsto il link (e Smargiassi ne fornisce di spettacolari), mi son dovuto inventare un simbolino nuovo anche per quelli, e ne approfitto adesso.
Ci sono siti che cercano di far assumere agli interventi di fotoritocco estremo la dignità di vera arte: fra tutti, quello su cui vi consiglio di spendere un paio di ore è B3ta.com.
B3ta.com ospita a cadenza regolare dei concorsi di fotoritocco a tema. Scelgo qualche esempio significativo, ma l'invito di atterrare sul loro spazio web resta caldissimo.
Le due immagini che seguono sviluppano in fotoritocco il tema "Modernise the Bible":
Ho trovato semplicemente splendido il modo in cui è stato espressa la parabola della trasformazione dall'acqua in vino. E ho riso come uno scemo davanti al monitor, mentre scorrevano le immagini del contest intitolato "Unlikely iPhone Apps":
Di Admin (del 09/11/2008 @ 12:25:46 in Fotografia, linkato 401 volte)
Come ci sono arrivato? Dunque, ero in chat e... vabbè, troppo lungo, lasciamo perdere, basti sapere che il tutto coinvolge una rivista, un bagno, l'attrice di un film e Google immagini.
Il fatto è che sono finito ***QUI*** e, oltre ad aver scoperto un sito dove il fotoritocco diventa davvero arte, mi sono divertito e stupito insieme con la creatività di chi ha pensato ad accoppiare banconote e personaggi celebri, così:
Di Admin (del 01/06/2010 @ 08:28:01 in Fotografia, linkato 241 volte)
Nel secolo scorso, la carica di governatore della California non era - sorprendentemente - appannaggio di ex attori di Hollywood, pratica che si andò ad affermare nella seconda metà del Novecento. Incideva, con ogni probabilità, il particolare che i fratelli Lumiere non avessero ancora inventato il cinematografo, ma questa storia - come vedremo - ha una certa continuità con la storia delle immagini in movimento.
Siamo nel 1872, e uno dei due protagonisti di questa storia è Leland Stanford, già Governatore della California. Una figura romanzesca, meritevole di più di un approfondimento; ci limiteremo a ricordarlo come fondatore di un quotidiano (il Washington Herald), organizzatore di una splendida biblioteca a Sacramento, primo imprenditore nel settore dei trasporti ferroviari (nel 1863 gli fu dedicata con piaggeria la Gov. Stanford, una locomotiva tuttora conservata presso il California State Railroad Museum di Sacramento). Per completare il ritratto, il buon Stanford (Gran Maestro massone e senatore USA, in vecchiaia) trovò anche il tempo per fondare l’omonima università californiana, piuttosto celebre fra gli appassionati di sport per la capacità di coltivare e far crescere talenti atletici (alle sole Olimpiadi di Pechino gli atleti medagliati provenienti Stanford University furono - tenetevi forte - 25!).
Stanford, e torniamo così al 1872, era anche un mecenate, particolarmente attento al mondo delle arti e affascinato dai nuovi mezzi; leggenda vuole che per vincere una scommessa si sia trovato a commissionare un lavoro al fotografo Eadweard Muybridge. In sostanza, Stanford era l’unico ad essere convinto che nella corsa di un cavallo ci fosse almeno un istante in cui il quadrupede sollevasse tutte e quattro le zampe da terra, simultaneamente.
Nel 1878, grazie ad una serie di 24 fotocamere posizionate sul rettilineo di un ippodromo e collegate a dei fili che venivano tranciati dal galoppo del cavallo, Muybridge potè produrre l’immagine che segue, e confermare così il sospetto del governatore Stanford.
Inutile osservare che questa l’immagine finì per segnare il naturale ponte fra fotografia e cinema. Immaginate di proiettarle in rapida successione, o torniamo per un attimo nella piena infanzia e pensiamo di stamparle su una serie di foglietti da far scorrere velocemente fra le dita. O ancora, facciamo un giro su Youtube e cerchiamo il video della canzone Lemon degli U2, che è un vero e proprio tributo agli esperimenti fotografici di Muybridge. Già, si parte da qui per arrivare al cinema...
Consentitemi un’ulteriore divagazione: per la prima volta, la fotografia supera la percezione umana, e viene utilizzata per ritrarre la realtà superando i vincoli fisici dell’occhio umano. Davvero una pietra miliare, dunque, e sono certo che abbiate intuito il motivo che mi ha convinto a raccontarvi di questa fotografia storica: alla sua apparizione sulla stampa, l’immagine fu sospettata di frode, il che costrinse lo stesso Muybridge a rispondere con una lettera pubblicata sui maggiori quotidiani del periodo:
“Questa immagine è stata ritoccata come avviene attualmente in tutti i lavori fotografici di prima categoria” (Rebecca Solnit, River of Shadows. Eadweard Muybridge and the Technological Wild West, New York, Penguin, 2004)
In realtà, nell’immagine presentata alla stampa sono state accentuate le ombre e i profili, il volto del fantino è stato incollato, lo sfondo “scientificato” ad arte con l’aggiunta di una scala metrica.
Di Admin (del 04/08/2010 @ 07:55:59 in Fotografia, linkato 147 volte)
Fotoamatori di tutto il mondo, lo sappiamo. A volte capita di scaricare le proprie fotografie sul pc di un amico o del lavoro, e di sentirsi orfani della propria versione personalizzatissima di Photoshop.
Gli altri intorno a voi fremono, ma voi vorreste dare almeno una sistematina ai livelli, aggiustare un po' il bilanciamento del bianco ed eliminare un po' di quel fastidioso micromosso? Ecco un elenco di siti che potrebbero fare al caso vostro.
Redigone Partiamo dal più basico possibile: Redigone è uno strumento online efficace per la sola rimozione del fastidioso e celebre fenomeno degli "occhi rossi". carichi il tuo ritratto vampiresco, selezioni la zona degli occhi, e scarichi l'immagine con uno sguardo - finalmente - umano. Utile.
BeFunky Già meglio. Un sito di fotoritocco online che consente la sistemazione di alcuni parametri a cui noi digitaleggianti amiamo prestare attenzione. Esposizione, Saturazione, contrasto, luminosità possono essere controllati manualmente o sistemati utilizzando una serie di impostazioni automatiche. C'è un editor di testi tutto sommato accettabile e strumenti di rotazione e ritaglio molto immediati. E' persino disponibile una interfaccia in italiano. Non male.
MugTug Probabilmente il migliore in assoluto. I valori controllabili si contano a decine, si concede pochissimo spazio a filtri giocosi ed effetti speciali e persino l'interfaccia potrebbe sembrare spartana, ma è perfetta nella sua essenzialità. Un esempio di come potrebbe essere l'informatica del futuro, con la Rete utilizzata non so per backup o storage di dati, ma anche per l'utilizzo di vere e proprie applicazioni. Mi piace un fracco.
Fotobabble Torniamo al fotoritocco divertente: con Fotobabble è possibile caricare una propria immagine e registarci sopra una frase, direttamente dal vostro microfono. Il capolavoro finale può essere condiviso su Facebook o sul vostro sito, come potete vedere qui sotto. Sia chiaro che la foto è mia e la voce anche, quindi aprite a vostro rischio e pericolo.
Lunapic Chiudiamo con Lunapic, uno di quei siti per il fotoritocco online su cui è decisamente più facile indirizzarvi che provare a spiegarne le proprietà. Sintetizzo: si carica la propria immagine, e si sceglie un set di potenziali effetti speciali che vanno dai poster motivazionali agli effetti di luce, il tutto con un semplice clic. Imperdibile la possibilità di "obamizzare" le proprie fotografie, utilizzando filtri che riprendano i temi grafici utilizzati durante la compagna elettorale del presidente USA