Di Admin (del 17/02/2009 @ 23:44:34 in Sport, linkato 320 volte)
Ci sono i tifosi che si innamorano dei goleador, di quelli che la buttano dentro una volta ogni novanta minuti e corrono ad esultare sotto la curva. Massimo rispetto, per l'amor di S. Giusto, al gol di Granoche dopo il rientro in campionato è venuta un gran bel brivido anche a me.
Poi ci sono quelli come me, che si innamorano perdutamente di quelli che una volta si chiamavano mediani. Quelli che corrono come dei disperati, se li atterrano si rialzano bestemmiando, fermano i contropiedi avversari con il fallo tattico e poi sfoderano la faccia da angioletto, accumulano chilometri e acido lattico durante la partita senza mollare mai di un centimetro.
Ecco, se a un tifoso di questo secondo genere aggiungi l'aggravante di essere tifoso di una cosidetta "squadra minore" - che incidentalmente è quella della tua città natale -, ed il mediano in questione è tuo concittadino, e ti regala l'impressione di giocare come se l'alabarda ce l'avesse tatuata proprio sopra il cuore, beh, per me è amore puro.
Chiarendo che continuo ad amare le donne, e tranquillizzando nel contempo amici e parenti, dichiaro qui la mia passione smodata per Nicola Princivalli. E lo ringrazio pure per avermi risparmiato altre due sigarette e ulteriori cinque minuti di passione, questa sera.
Perchè se siete tifosi, sapete già cosa vuol dire. E se siete tifosi dell?Unione Sportiva triestina 1918, lo sapete ancora meglio: l'ultima partita in cui mi sono gustato almeno trenta minuti di tranquillità credo sia stato un 4-0 al Catania nel primo anno di B.
Questa sera, la trama è stata la solita: un primo tempo ben giocato e chiuso sul 2-0, un gol da polli preso all'inizio del secondo e trenta minuti di terrore, con il sottoscritto mugolante e nascosto dietro il divano che si copriva gli occhi ogni volta che gli avversari superavano la metà campo e orgasmava di sollievo non appena il pallone veniva ricacciato lontano.
In questa situazione da quadro cardiaco complicato, Nicola ha contrastato, attaccato, dribblato, salvato un gol sulla linea nel primo tempo, protestato la sua innocenza in un paio di occasioni (e aveva ragione), mordicchiato un paio di caviglie e, intorno al quarantesimo, buttato dentro un pallone che ha salvato due coronarie (le mie) e i nostri tre punti. Io lo adoro.
Noi triestini siamo una adorabile massa di rompicoglioni; il fatto che i tradizionali fischi da "nemo propheta in patria" si stiano trasformando in applausi convinti dello stadio della nostra città, Nicola, non fa che rendere merito alla tua grinta e alla tua pazienza. Avanti così.
Di Admin (del 22/08/2010 @ 23:05:39 in Sport, linkato 150 volte)
OK, l'Albinoleffe ha avuto qualche palla gol in più (tipo una decina).
OK, abbiamo pareggiato con un grazioso regalo di un difensore bergamasco.
Ma a me questa triestina non è dispiaciuta del tutto: nel primo tempo in particolare, la manovra si sviluppava bene, si lavorava con convinzione sulle corsie laterali e - soprattutto - sono scomparsi quasi del tutto quei "lancia lungo e speremo ben" che l'anno passato avrebbe corrotto anche la pazienza di un monaco francescano.
Note positive e negative insieme, come sempre alla prima giornata di campionato: là davanti mi è piaciuto subito Marchi, generosissimo, uno di quegli attaccanti con i piedi un po' squadrati ma che si sbattono, sbracciano, inseguono, pressano. A centrocampo Lunardini ragiona (non a velocità stratosferica, vero, e da un suo controllo mancato è nato il contropiede del gol dell'Albinoleffe) e Matute ci mette il coraggio, con i limiti tecnici che emergono con l'andar del tempo. Dietro si trema ancora un bel po', e temo che se non arriva un buon centrale entro fine agosto avremo di che soffrire.
Di Admin (del 15/02/2010 @ 22:56:14 in Blog, linkato 185 volte)
(cronaca diretta da casa mia, come avreste potuto viverla seduti qui sul divano)
...ecco, cinque minuti di gioco e li stiamo passando nella nostra area di rigore... che roba brutta, ragazzi... e mi tocca pure vederla in HD... FALLO, è fallo quello, arbitro!... questo non fischia una cippa... oh, arbitro Romeo di Verona, cacchio e non è una barzelletta... dove va quello... no... no... noooooooooo...
rigore contro... ci voleva Agazzi... ma noi vendiamo il miglior portiere della serie B mentre stiamo retrocedendo... e mettiamo tra i pali uno che.... lasciamo perdere.... figurati se... PARATO! grande Calderoni, lo dicevo io!!!!!!
proviamo a combinare qualcosa davanti dai... macchè.... Pasquato predica nel deserto del Sahara.... che bel giocatore che è... peccato per il vuoto attorno.... Siligardi tira!!! si vabbè, Siligardi ha solo il sinistro.... Sili, guarda, quello a fianco al sinistro è il piede destro, eh, vale usarlo....
...ecco uno dei loro che va via sulla fascia .... aiuto... se la mette in mezzo e siamo scoperti... aiutoooooooo..... qualcuno ne vol ben, hanno sbagliato un rigore e un gol a porta vuota....
...grande, superiamo la metà del campo... ehi, tre passaggi di prima azzeccatti... ehi ma.... ma....
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLL!!!!!!!!!!
Grande Siligardi! Sempre in campo, lo dicevo io!!!!!!!!!!!
....guarda che se la mette in mezzo adesso... ohi, rigor! xe rigor! fiscia! gà fiscià!!!! Rigore per noi!!!!!
...non lo vuol battere nessuno... tutti lontano dalla palla... uno allarga le braccia, l'altro si gira e fa finta di svenire, tira Testini.... no, io non guardo, io non ho il coraggio di.....
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLL!!!!!!!!!! E DUE!!!!!!!!!!!
fine primo tempo.....
.... ecco, venticinque minuti di nulla assoluto... bene così.... facciamo che mi addormento e mi risveglio sul triplice fischio, dai... non perdere la palla lì, eh... non.... non....
merda. merdaaaaaaaaaaa. Ma no xe pol!!!!!!!!!!! 2 a 1. Venti minuti di sofferenza, come al solito...
esci Calderoni!... ottimo.... teniamola dai.... SPARALA VIA!.... bravo, niente ricami... teniamola, teniamola... non così... non un altro cross.... bravo Calderoni.... ora teniamola... ma il cronometro è bloccato?.... non possono mancare altri dieci minuti.... svuotiamo il posacenere... vabbè, ne fumo solo ancora una eh... tienila, tienila che manca poco... calmi, uniti... dai Unione dai... 5 MINUTI DI RECUPERO?... ma cavolo, abbiamo fatto risorgere una squadra di zombie... SPARALA VIA CAZZO..... dai che manca poco.... fischia! e dai su, fischia! FISCHIA DAI!
SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!
(ma come ci si deve ridurre per una partita di inizio febbraio?)
Di Admin (del 26/08/2010 @ 22:48:44 in Sport, linkato 108 volte)
Oggi un collega mi ha voluto ricordare che in serata ci sarebbe stato l'anticipo di serie B Novara-triestina; non solo, ha sottolineato che avrei potuto guardarla in HD.
Sono stato costretto a rispondere che da dodici mesi e più guardo la triestina solo in standard definition, che almeno posso imputare alla scarsa definizione errori marchiani, stop a inseguire, loffie indirizzate verso la porta avversaria.
Questa sera, poi, i miei amati alabardati avevano un incontro con la storia: un po' perchè il Novara mancava dalla serie B da più di trenta anni, e soprattutto perchè quella di oggi era la prima partita ufficiale giocata in un campionato professionistico su un campo in sintetico.
Che sia stato il terreno artificiale del Silvio Piola (che splendido nome per uno stadio!) a crearci qualche difficoltà? Ahimè, temo di no, e nel corso del primo tempo sono balzati agli occhi solamente Marchi (mi piace sempre di più!) e soprattutto il portiere Colombo, che ci ha tenuto in partita nei primi quarantacinque minuti di gioco con almeno tre interventi decisivi.
E siccome il secondo tempo è iniziato nella stessa, identica maniera, più di 25 minuti non si poteva reggere: tre minuti dopo un altro miracolo di Colombo (francamente comico il retropassaggio errato di D'Ambrosio) ed il conseguente sospiro di sollievo più simile a un colpo di bora, il Novara ha colpito, a dimostrazione del fatto che - salvo rare eccezioni - il calcio è uno sport con ancora qualche brandello di giustizia... Tanto che dieci minuti dopo ci pensa Bertani, forse il migliore in campo dei suoi, a piazzarla per la seconda volta dietro le spalle di Colombo. Finish. Stop. Finita. Amen.
Di Admin (del 23/04/2009 @ 22:40:32 in Blog, linkato 549 volte)
E' un periodo ricco di autografi.
Onore al merito al fratellone fotografo (sempre meglio che lavorare...) che, agevolato dal ruolo di agenzia ufficiale per le immagini di Dedica, è riuscito a procurarmi un autografo con dedica di Paul Auster che conserverò con la stessa cura con cui custodisco l'autografo di Joe Lansdale.
Ricambierò, in minima parte, la cortesia segnalando che sul sito di Phocus Agency c'è un meraviglioso ritratto di Paul Auster (oltre a un paio dei miei scatti di cui sono particolarmente orgoglioso)
Un paio di settimane fa ho aperto piuttosto trepidante un pacco cilindrico proveniente dagli States. Conteneva la dedica al suo "italian friend" di Aaron Johnson, il geniale creatore della papera fotografa protagonista delle vignette ospitate su "What the duck" e, immodestamente, tradotte per sua concessione in italiano sul mio sito. Ne potete visualizzare una serie utilizzando la categoria "What the duck" presente qui sulla destra.
E per concludere, sono stato davvero felice di aggiudicarmi l'asta E-bay per una fascia da capitano autografata dal nostro magico Riccardo Allegretti. Doppiamente felice, perchè potrò bearmene appena mi sarà recapitata e perchè l'intenzione dell'asta era quella di dare una mano ad un tifoso alabardato duramente colpito dal terremoto abruzzese.
Per gli appassionati, sono attualmente in asta i parastinchi personalizzati utilizzati da Martin Petras durante la recente amichevole Inghilterra-Slovacchia giocata a Wembley.
Di Admin (del 03/04/2010 @ 22:36:24 in Browser game, linkato 249 volte)
Nel corso della settimana, i giornali locali si sono scagliati su Per Bernhardsson: lo svedese veste la casacca alabardata da 5 stagioni, e ha raggiunto la veneranda età (hattrick-amente parlando) di 32 anni. Il suo TSI recita impietoso 320, una valutazione insufficiente persino nell'Undicesima serie.
L'aria negli spogliatoi è davvero tesa. Persino lì, nel ventre dello stadio, si sentono rimbombare i cori dei 21.000 accorsi allo stadio Alabardato per assistere al match più importante della stagione.
I giocatori si stanno preparando, fra gesti di piccola scaramanzia e quella sensazione di paura e di coraggio fusi insieme così tipica di questi momenti. Spicca, nello spogliatoio, la mancanza dell'allenatore: meno di trenta minuti al fischio d'inizio e Mister Clavijo non si è ancora palesato.
Una porta che sbatte, una voce arrochita dalle sigarette, e la sagoma claudicante dell'allenatore colombiano fa il suo ingresso nello spogliatoio.
"Ragazzi, ho poche cose da dirvi. Le polemiche che abbiamo letto sui giornali non ci interessano: Per, sei tu il capitano."
Per Bernhardsson annuisce, riceve i cinque di incoraggiamento.
"Ancora una cosa: sono certo che conosciate tutti questo" aggiunge il Mister, e inizia a srotolare un poster:
"E' il nostro stemma, e riporta tutte le nostre vittorie. Coppe per la quali abbiamo sudato, lottato, gioito. Solo questo voglio dirvi: qui, in basso a destra, c'è lo spazio per una nuova coppa. Andiamo."
L'altoparlante scandisce le formazioni, le bandiere sventolano, si alzano i cori. Calcio d'inizio, e per quasi dieci minuti le formazioni si studiano, ad ogni affondo corrisponde un ripiegamento complessivo che rende estremamente equilibrata la situazione. Poi...
Con la velocità di una saetta, Per Bernhardsson di triestina si è liberato della guardia del suo marcatore e ha potuto servire lo smarcatissimo Lauren Merre che non ha avuto alcuna difficoltà a mettere in rete. 1 a 0.
Un boato avvertito a chilometri di distanza, e L'Unione è in vantaggio. Il vecchio, l'inutile Berhardsson ci ha messo, ancora una volta, lo zampino. I compagni lo abbracciano, le cose sembrano mettersi bene.
Il 1 a 1 viene siglato da parte di Brett Mclaughlin sugli sviluppi di un tiro dagli undici metri. Il portiere è spiazzato, e la palla si deposita alle sue spalle.
Quindici minuti dopo, la doccia fredda. Gator United pareggia, ed è a un solo gol dalla promozione. L'Unione deve difendere questo pareggio con i denti, e da qui alla fine del primo tempo è un insieme di mischie, rimpalli, fino al 44 minuto...
Kusi Pont non riesce a evitare il gol del 1 - 2: la punizione calciata da Brett Mclaughlin e toccata da una testa in barriera, assume una perfida traiettoria che inganna centralmente il portiere già proteso in tuffo. Al doppio fischio dell'arbitro: 1 - 2.
Una doccia fredda. Il silenzio con cui lo stadio accoglie l'inizio del secondo tempo è poco promettente: non ci crede più nessuno. Non sembrano esserci i presupposti per una rimonta: i ragazzi sono crollati fisicamente, il pallone non si avvicina praticamente mai all'area avversaria, quando...
Per Bernhardsson si presenta puntuale all'appuntamento con il pallone proveniente dalla fascia sinistra incornando così il gol del 2 - 2 al 69°
Un nuovo boato! Soltanto venti minuti separano l'Unione da una storica promozione in Settima serie. E saranno venti, lunghissimi minuti, perchè...
triestina dovrà terminare la partita con un uomo in meno. Mario Portas, stizzito per una decisione arbitrale, s'è lasciato andare ad un gesto troppo plateale nei confronti del direttore di gara. Secondo cartellino giallo ed espulsione per lui.
Dopo 77 minuti dall'inizio della partita, Kusi Pont viene contrastato duramente ma sembra essere in grado di rimanere in campo per triestina.
E tre minuti dopo l'infortunio, il portiere alabardato Pont - fra le fitte che attanagliano il ginocchio sinistro - vede avvicinarsi Chris van Velsen, centrale difensivo di Gator spintosi in attacco alla disperata ricerca del gol promozione:
Nonostante tutto, Kusi Pont non si lascia prendere dal nervosismo e al 80° anticipa sulla linea Chris van Velsen, pronto a deviare la palla in rete.
E' finita! E mentre mi alzo in piedi, spostando finalmente le mani dai maroni, tenuti stretti per i dieci minuti finali, mi rendo conto che potrà sembrare triste, ma un browser game è in grado persino di regalare qualche emozione...
Di Admin (del 12/06/2010 @ 22:25:46 in Sport, linkato 187 volte)
E' finita.
Io mi rendo conto che ci sono cose più gravi al mondo. Che sarebbe più giusto indignarsi per una legge che ci farà leggere di meno sui giornali e commuoversi per cose più rilevanti di una partita di pallone.
Però il groppo alla gola mi è rimasto lo stesso. Scendiamo malinconicamente nel cosiddetto "inferno della serie C", o come diavolo hanno deciso di chiamarla adesso. Niente più dirette al sabato pomeriggio, articoli della Gazzetta ritagliati, biglietti collezionati.
Sia chiaro che resto tifoso, con la forza disperata di un amante respinto.
E se almeno chi ha gestito amatorialmente questa società negli ultimi anni realizzasse che con una stagione di questo genere, tre allenatori, una squadra ridisegnata disperatamente a gennaio, acquisti incomprensibili, onesti pedanti da campionato Eccellenza scaraventati titolari in serie B. No, non si renderanno conto.
E se almeno, con una spinta di dignità, azionisti e titolari di realtà floride della nostra città si rendessero conto che domani mattina ci sveglieremo tutti un po' più poveri. Ma no, le Generali investono nella vela, perchè abbassarsi e far trascinare in giro per l'Italia il proprio logo?
E se almeno questi tristissimi ometti (pochi esclusi) che hanno indossato indegnamente l'alabarda quest'anno si rendessero conto del dolore provocato. No, non se ne accorgeranno. Addio, non vi rimpiangeremo per niente. Portatevi sulle spalle per tutta la carriera la responsabilità di aver fatto disperare una passione.
Io metto la mia maglietta alabardata e vado a letto, chiudendo gli occhi e cercando, una volta tanto, di dimenticare.
Di Admin (del 20/02/2009 @ 22:22:23 in Sport, linkato 401 volte)
Trent'anni fa si spegneva nella sua Trieste Nereo Rocco.
Chi mi sta vicino sa quanto posso diventare logorroico quando parlo del Paròn. Per anni ho cercato e comprato libri, scovato articoli su giornali improbabili, navigato alla ricerca di ogni aneddoto possibile. Nell'occasione della ricorrenza di oggi, mi stavo domandando il perchè, e mi sono dato qualche risposta.
Come prima cosa, il personaggio è assolutamente affascinante: da una parte ricorda il calcio di una volta, quello di calciatori e non modelli, di bandiere e non bandieruole, di passione e non di moviole. Un calcio in cui la triestina chiudeva il campionato di serie A al secondo posto (dietro il grande Torino) schierando in tutto il campionato un totale di quindici giocatori, gran parte dei quali nati o cresciuti in regione o esuli dall'Istria e dalla Dalmazia. Difficile non averne nostalgia.
Aggiungiamoci poi che Nereo Rocco - come molti altri concittadini "poco propheta in patria" - è stato un meraviglioso ambasciatore della nostra città. Un uomo buono, serio quando serviva, splendidamente e irresistibilmente umorista nei momenti giusti, capace di affrontare vittorie e sconfitte con la stessa espressione serena e un po' impacciata sul volto. Su Youtube ho trovato solo quello che segue, che parzialmente rende l'idea:
E chiudiamo con due pensieri personali: era triestino, si affermò a livello mondiale qui a Milano, e non sono poche - lo posso assicurare - le persone che in questi anni mi hanno fermato per un saluto nel suo nome, mentre passeggiavo con la mia maglietta alabardata al Castello Sforzesco o sotto casa, sulla Martesana.
E a Rocco è intitolata, in maniera immensamente opportuna, la nostra casa, quella in cui le casacche alabardate che colpirono anche Saba scendono in campo per le partite casalinghe. E l'effige di Nereo all'interno del mio stadio mi ha sempre regalato, e credo sempre regalerà, un brivido lungo la schiena.
Di Admin (del 04/08/2010 @ 22:10:44 in Sport, linkato 94 volte)
E così, alla fine la notizia è arrivata. Alle 17.10 sul sito della LegaPro, e al mio telefono interno grazie a un collega che aveva buttato un occhio alla televisione.
Il primo pensiero è stato di esultanza: siamo ancora in serie B! Posso guardarmi le partite in TV, da ottobre riparte persino il volo Milano Linate - Trieste e l'ipotesi di cominciare a fissare qualche "trasferta casalinga" appena escono i calendari mi aggrada assai, la serie cadetta è a un solo passo dal Paradiso, eccetera...
Poi, non lo so, sarà che un po' di pessimismo cosmico mi pervade, oppure il ricordo di una intera stagione passata a lanciare colorite espressioni verso la tv, ma.... E poi aggiungiamoci che - fra tutte le squadre con cui giocarsi un posto in serie B - l'Hellas era decisamente quella che mi è spiaciuto di più fosse penalizzata: lasciate stare politici e giornalisti polemici, i gemellaggi si fanno occhi negli occhi e bandiera dopo bandiera, e io ho nella mente le bellissime scene di Trieste e di Verona, di sciarpe scambiate, birre offerte e cori comuni.
Incomincia un mese in cui sfoglieremo con speranza e raccapriccio giornali e siti web, sperando in un paio (facciamo quattro o cinque) buoni colpi di mercato, e - ammettiamolo - nella partenza di tre o quattro giocatori che questa bella maglia alabardata, rossa di passione, l'hanno ampiamente disonorata.
Se sei innamorato del calcio - magari quello di un volta, allenatore e non "mister", contropiede e non "ripartenza", le maglie dall'1 all'11 - e hai uno scaffale della libreria dedicato ai libri sportivi, beh, non puoi non adorare Gianni Brera.
Se sei triestino, non puoi non aver visto e imparato quasi a memoria l'intervista di Brera a Nereo Rocco (agevolo link per i più distratti ). E se sei triestino e hai Rocco nel cuore, non puoi non ammettere di esserti commosso leggendo l'ultimo saluto di Brera all'amico Nereo:
"Lezioni di piano, sissignori, e ragioneria con tanta poca voja. Per la triestina delira Saba poeta, ma dovrebbe mè pare? Ti te zoghi ben e mi te dago 'l premio. Così andavano le cose: che il premio al figliolo promettente zogador in triestina lo dava 'l scior Rock, il figlio d'un viennese scappato a Trieste per amore, drio a un'acrobata o ballerina da circo, pensa ti, e spagnola per soramercà: la mia nona. Lo vedo la primissima volta all'Arena, in un allenamento della nazionale (facciamo uno dei primi anni trenta): sinistri al volo da mortificare un gigante come lui triestin, mi pare Blason. La trionfante salute psicofisica dei giuliani non ancora afflitti da angoscia del domani. Mai dimenticati quei potentissimi tiri a volo di pieno collo, e neanche la rabbia di Blason, che pure acchiappa e raccoglie la palla con una sola delle sue manone."
"Caro vecchio Nereo, se avessi pianto non avrei finito a tempo questo lavoro che l'amicizia, soltanto l'amicizia non mi rende gravoso né ingrato. Il magone mi è venuto quando ho letto la tua ultima lettera. Non è da noi piangere. La tua vita è stata buona. Al tuo ricordo, amico, brinderò come tante volte abbiamo fatto insieme. Addio Nereo, ti sia lieve la terra."
L'introduzione, me ne rendo conto, ha poco a che fare con "Il corpo della ragassa", primo romanzo di Brera dato alle stampe nel 1969; era in qualche misura necessario, per rendere conto del fatto che conoscevo bene il Brera capostipite del giornalismo sportivo, e per nulla il Brera romanziere. Fino a quando non ne ho (metaforicamente) trovato uno nell'uovo di Pasqua, dono di un'Amica. E' rimasto per un po' sul comodino, in attesa che si esaurissero un paio di romanzi che stavo completando, e poi mi ha piacevolmente accompagnato in tre notti quasi insonni.
E' una trama potentemente breriana, fin dall'ambientazione: lui, che ama definirsi "padano di riva e di golena, di boschi e di sabbioni" e "figlio legittimo del Po" decide di ambientarla in un paesino molto simile al suo natale. Un paesino in cui si rifugia una donna-dal-mestiere-più-antico-del-mondo, che aiuta la giovane, ingenua e bella Teresa-Tirisin a prendere servizio da un importante medico di Pavia.
Un ritratto vivacissimo, agrodolce, infinitamente ironico della vita nelle campagne e nella città lombarda in pieno periodo fascista. Dalle facili dicerie di paese da cui cercare di proteggersi allo stupore della prima casa da signori, dalla malizia di un primo bacio appena accennato allo stupito scoprire delle sensazioni del corpo. Il corpo della ragassa, appunto.
In altri tempi lo si sarebbe definito "romanzo di formazione". Io mi limito semplicemente a consigliarlo, cercando di dimenticare - per chi l'abbia visto - l'omonimo film con Lilli Carati tratto dal romanzo di cui sono reperibili alcuni spezzoni anche in rete. Non rende minimamente né le atmosfere, né - tantomeno - la vera protagonista di questo romanzo: la capacità di Brera di essere "dantescamente" inventore di lingua e sintassi, e di trascinarti in una costruzione linguistica così adatta all'autore di neologismi entrati nel linguaggio comune tra i quali, per citarne solo alcuni, "forcing", "uccellare", "cursore".
Di Admin (del 05/09/2010 @ 20:45:57 in Sport, linkato 61 volte)
E' stata la domenica pomeriggio delle prime volte.
Prima volta con i tre punti in tasca al termine del match in questo seppur giovane campionato. Non saranno arrivati al termine di una prestazione indimenticabile, e probabilmente il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma fanno bene al morale e consentono di mettere legna da parte per quando avvertiremo climi più freddi.
E' stata la prima volta in rete in serie B per Ettore Marchi, 25 anni e una vita calcistica spesa a cercare di buttarla dentro nelle serie minori. Non sarà il bomber di razza con 20 reti a stagione nelle gambe che avevamo sognato dopo il ripescaggio, ma questo ragazzone perugino che rientra, pressa, sbraccia e difende il pallone come se ne andasse della sopravvivenza del genere umano continua a piacermi sempre di più.
Ed è stata anche la prima volta in cui i vicini si siano accorti della ripartenza del campionato di serie B: non è accaduto in occasione del gol ma intorno al 40' della ripresa, quando il nostro portiere si è illuminato di verde, ha stracciato la maglietta come Hulk e scatenato i superpoteri con una uscita-parata tanto pazza quanto decisiva. Ed io, che mi stavo stritolando i maroni per scaramanzia interrogandomi sulla relatività del tempo (quando sei in vantaggio per 1-0 ogni minuto dura quanto il Pleistocene), sono saltato in piedi stringendo i pugni e gridando "Grande Colombo!".
Di Admin (del 10/03/2008 @ 19:51:41 in Blog, linkato 197 volte)
(per i non calciofili: interrompete pure la lettura)
Rientro da una due giorni tergestina.
Quante probabilita' ci sono che una squadra in crisi di gioco e di risultato, e incapace di andare in gol per 480 minuti, decida che e' giunto il momento di dare soddisfazione al suo pubblico e la butti dentro per 5 volte in meno di un'ora?
Quante probabilita' ci sono che, sotto di un gol all'ottavo minuto e dopo aver tentennato in lanci lunghi e speremo ben per i successivi venti, questi stessi undici giocatori comincino a trovarsi palla a terra come la Roma a Madrid?
Poche. Infatti è successo. Ed è stato bellissimo, perchè da un bel po' non sentivo quel particolare ruggito che e' l'urlo del Rocco, perchè era un derby con i magnagatti, perche' vincere in rimonta è ancora piu' esaltante e perche' il mulo Princivalli ha giocato una gran partita.
Mentre ci allontanavamo felici dallo stadio, sciarpe al collo, una macchina targata Trieste ha accostato e il conducente ha chiesto: "Come xe anda?" "Ben, 5 a 1 per noi" "Per noi? E come mai??????" In quella espressione incredula e in quello stupore ho letto molto del tifoso rossoalabardato.
Di Admin (del 29/06/2008 @ 17:14:52 in Blog, linkato 324 volte)
Ho finito di scaricare le foto della trasferta in terra basca dalla D70 e le sto sistemando per pubblicarle in una galleria, ma da buon fanatico la prima che ho caricato è questa.
Di Admin (del 18/12/2008 @ 01:16:52 in Sport, linkato 695 volte)
Ciao splendida, e' passata da poco la mezzanotte, e mi consentirai - per una volta - di superare quell'imbarazzo che regala l'esternazione pubblica dei propri sentimenti. Lo so, sei schiva, e non adori essere al centro di tutte le attenzioni; ma oggi ti si festeggia, e so che non ti arrabbierai eccessivamente.
Vivo per lei e non ho più Battiti regolari al cuore Solo una febbre che va su Fino a 40° e più d’amore (...) Anche se sanno tutto ormai Sanno che canto… sogno…
(O.R.O., Vivo per lei)
E quindi, eccomi qui, a fumare nervosamente ancora un'altra sigaretta e a navigare fra canzoni mielosissime con l'Ipod, per provare a dedicarti un testo. Io che amo giocare con le parole, io che scrivo ad ogni angolo e in ogni occasione, mi ritrovo a corto di sillabe, per una volta, e mi vedo costretto a prenderle in prestito da altri.
we're the song inside the tune full of beautiful mistakes and everywhere we go the sun will always shine and tomorrow we might awake on the other side we are beautiful no matter what they say
(C. Aguilera, Beautiful)
Oggi raggiungi una età rispettabilissima. I tuoi primi novant'anni.
Io ne ho poco più di un terzo, e questa notte faccio una gran fatica a non ricordarne alcuni dedicati a te. Metto in fila i chilometri percorsi, le trasferte mai confessate, una sassata, decibel su decibel di voce persa, qualche piccola lacrimuccia, enormi brividi lungo la schiena.
Quella volta che ho seguito una partita decisiva via sms, soffrendo come un cane e lanciando un grido di esultanza in libreria, fra gli sguardi astiosi di due vicine. La cassetta della promozione in serie B. Le foto con la sciarpa in giro per il mondo.
Quella volta che ho giocato contro una tua squadra Giovanissimi, e non ho fermato un contropiede con un fallo a centrocampo perchè non potevo buttarla giù, quella maglietta alabardata.
Quella volta che ho cantato "Salutate la capolista".
Quella volta che un cross è stato sputato fuori dall'area, e lì c'era Aquilani, che ha caricato il destro. E lo stadio si è ammutolito per un istante lunghissimo. Ed è partita una cannonata che si è infilata nel sette. Ed io ho sentito il Rocco che tremava, tutto, mentre saltavamo e uno vicino a me gridava "Esiste un Dio", ed era solo una partita di campionato, ma alla fine del primo tempo perdevamo due a zero con il Livorno e aveva segnato due volte Lucarelli, e con quel gol lì Aquilani ci ha fatto vincere 4-3 e oggi, quando lo vedo con la maglia della Nazionale, mi commuovo un po'.
Quella volta che Gubellini ha segnato con il Palermo, ed era la prima vittoria in serie B da anni, ed era scritto nel destino che la buttasse dentro lui, ed io ho girato con la sua foto nel portafoglio per mesi.
Every single day Every word you say Every game you play Every night you stay I'll be watching you.
Oh can't you see You belong to me? How my poor heart aches with every step you take.
(Police - Every Breath You Take)
E tutte le volte che mi hai fatto incazzare. I trenta minuti chiusi nella nostra area di rigore, il muro umano davanti alla porta a difendere l'uno a zero, quella sensazione di sofferenza inderogabile, che sai già come andrà a finire.
E quella volta che, al termine di una splendida cavalcata, ci siamo fermati a un passo appena dalla storia, da un momento che avrebbe fatto esplodere di felicità tanti cuori, e io ho letto "Onore a voi per questo campionato da sogno", e sono tornato a casa e ho montato un filmino.