Immagine
 Acque - Francesco Guccini... di Admin
 
"
Sono un sognatore, e ho sempre vissuto le mie fantasticherie. Ecco perchè ho iniziato a scrivere: perchè altrimenti era tutto così insopportabilmente noioso

Raymond Carver
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 09/03/2010 @ 22:10:11, in Libri - Recensioni, linkato 47 volte)


Ho conosciuto ed iniziato ad amare Joe Lansdale con "Una stagione selvaggia", il primo romanzo del ciclo di Hap e Leonard: due personaggi così clamorosamente antitetici, così distanti e così meravigliosamente vicini nella loro amicizia da non poter lasciare indifferenti. Come è giusto che sia, mi sono letto in rapida successione tutti gli altri romaanzi della serie, traendone profondissimo divertimento ed una frase che - seppure non particolarmente elegante - ha campeggiato per mesi nella firma della mia mail personale:

Leonard dice che sono come uno che esce di casa e pesta una merda di pony / Chiunque direbbe "Cazzo, ho pestato una merda" / Io invece vado a cercare il pony - Joe Lansdale

Come fa a non piacere uno così?

Lansdale mi ha appassionato a tal punto da farmi facilmente perdonare la pubblicazione dei suoi romanzi in due diverse case editrici (per chi archivia per casa editrice e collana come me è puro orrore!); al ciclo sopra citato, edito da Einaudi, sono seguiti una serie di romanzi dati alle stampe da Fanucci, a cui devo tra le altre cose riconoscere la capacità di azzeccare con costanza praticamente tutte le copertine, e non è cosa da poco. Case editrici - e di conseguenza scaffali - differenti, dicevo, ma una serie di aspetti comuni: l'ambientazione texana, che diviene quasi un protagonista ulteriore delle storie, ed una capacità quasi paranormale di mescolare i generi più diversi in un cocktail gustosissimo fatto di western, un poco di horror, qualche goccia di noir e una bella sorsata di umorismo, in qualche occaqsione volgare-il-giusto. Un composto che, decisamente, funziona.

Ed è proprio per Fanucci che Joe Lansdale ha selezionato dieci racconti inediti che riassumono due concetti base della produzione letteraria del texano: la capacità di saltellare amabilmente da un genere all'altro - senza perdere la sua inconfondibile cifra stilistica - e, soprattutto, la straordinaria capacità di essere intrigante a prescindere dalla lunghezza dei suoi scritti. Ci sono autori ottimi romanzieri e pessimi novellisti, ed altri per cui vale l'esatto contrario; Lansdale possiede un talento innato ed è in grado di muoversi su entrambe le partiture, senza perdere minimamente di fascino né - aspetto ben più complicato - di ritmo.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 08/03/2010 @ 23:10:20, in Cinema - Recensioni di V., linkato 117 volte)
Carissimi,
io la notte degli Oscar non l’ho vista, gli articoli in rete sono sempre gli stessi e privi di contenuti. I gossip sono più che articoli delle collezioni di fotografie impietose che ritraggono attrici, starlette e accompagnatrici -anzi dette donne sconosciute ai più ;)- che indossano abiti improbabili e di dubbio gusto! Ah si, tutti apprezzano i capezzoli della Canalis dentro un rosso- Cavalli che nulla può se affiancato da un rosso-Valentino e l’improbabile abito della protagonista di Avatar che se si fosse presentata  con le orecchie a punta, la pelle azzurra e strizzata nella tutina Na’vi sarebbe decisamente stata più consona all’evento e più apprezzata.
Sembra che la serata fosse un tripudio di abiti e dame grondanti diamanti – su cui i giornalisti si sono soffermati a tal punto da indicare per ogni singola diva chi fosse il fornitore --> ammetto, questo è stato il momento in cui ho deciso che anche per quest’anno di Oscar ne avevo abbastanza!
 
Per quanto riguarda i film, a parte AVATAR che come corretto che fosse ha preso solo le statuette più tecniche e tecnologiche (anche se credo che una gliel’abbia soffiata Star Trek, oh yeah : - )), tutte le altre pellicole mi mancano. Apro e chiudo parentesi:  non sono adusa a dire “io avevo ragione” , ma  rileggendo la recensione di qualche settimana fa di AVATAR , mi permetto di riconoscermi il merito di aver sottolineato anzitempo che le innovative tecniche non sopperissero alla assenza di pathos narrativo, ah! Ora torniamo al film della Bigelow che ho scoperto essere addirittura del 2008 ed uscito in sordina, quindi confido, come già accadde per Pulp Fiction, che ora venga ri-distribuito nelle sale, anche se volermi mandare in missione a sciropparmi un film su degli artificieri svitati in Iraq  c’è da volermi male!  Per quanto riguarda il film con Sandra Bullock e con Jeff Bridges NON so neppure COSA SIANO : - (

Mi documenterò e se non sono un calcio nello stomaco prometto che al più presto scriverò qualche riga in proposito.









Articolo (p)Link Commenti Commenti (5)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 07/03/2010 @ 22:06:39, in Fotografia, linkato 98 volte)
Quando scopri che - su più di 1200 scatti inviati - la tua foto è tra le 35 finaliste suddivise in sette categorie da 5, beh, ne avevo già parlato... la soddisfazione ti riempie le vene come globuli rossi ubriachi e senti un brividino lungo la schiena che non accenna a placarsi.

Quando ti presenti alla serata di esposizione e premiazione e vedi la tua foto esposta lì, beh... prima di tutto ti dai del cretino per aver lasciato la D300 a casa ("che faccio, me la porto per fare foto alle foto? nooooo"), e poi finisci per emozionarti un pochino. E fai una cosa che, immagino, sia totalmente comprensibile: cerchi di mimetizzarti - e la sciarpa della Triestina non aiuta - ti piazzi giusto dietro la tua foto e cerchi di carpire i commenti di chi la guarda. Ad ogni critica positiva sopprimi il bisogno di dire "è mia! è mia!", e finisci per bloccare i muscoli della faccia come giocando-a-poker-con-il-full-in-mano, per non fare trapelare nulla.



Quando poi, durante la premiazione, vengono annunciati i cinque finalisti e la foto vincitrice nella categoria ICONOGRAFICA/SIMBOLICA è la tua... beh, finisci per fare la figura dello scemo quando vieni chiamato a ritirare il premio, balbetti e guardi un po' per terra, muovi il piedino come un imbranato e ti ritrovi con una gola secca come se avessi inghiottito tre pugni di sabbia. Ed è un bel momento, comunque.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 05/03/2010 @ 21:37:45, in Cinema - Recensioni di V., linkato 249 volte)


Con rammarico scrivo questo post, indirizzandolo idealmente alla persona con la quale ho condiviso la crescita di C. Eastwood regista, in quanto questa settimana ho visto la sua ultima opera ed è stata una doccia gelata.
Sai, inizialmente non ho neppure più riconosciuto la sua mano! Infatti, solo a metà film, dopo innumerevoli sforzi per tenere la mente occupata onde evitare di fare la medesima fine del mio vicino di poltrona (sprofondato tra le braccia di Morfeo) ho associato ad Eastwood la pellicola e mi è calato lo sconforto.
Dico questo perché da persona ideologizzata quale sono, puoi immaginare quanto mi costi demolire film di autore che ha spesso incontrato il mio gusto e ha dimostrato crescita costante, contribuendo sicuramente ad alimentare la mia passione per il cinema. Ho sempre sostenuto che Clint Eastwood con la maturità fosse assai migliorato e le sue opere di regia fossero inaspettate perle per il pubblico e per lui un modo assai gradevole -e decisamente remunerativo ;) - per non subire la “pensione” forzata come spesso è accaduto ai suoi colleghi una volta arrivati a maturità, ma da oggi ho qualche dubbio…
 
Credo che Eastwood senta l’avvicinarsi progressivo del giorno del giudizio e non lo stia vivendo serenamente, altrimenti mi spieghi come siamo passati dalla spietatezza di Unforgiven ad un imbelle buonismo di Invictus?!?
 
Siccome mi irrita doverlo ammettere, lo dico tutto in un fiato: prima parte insipida e seconda addirittura melensa (!) farcita di intrecci multietnici di mani, frasi buoniste, movioloni anni ’80, abbracci ed in generale immagini (pseudo) strappa lacrime. Se poi ci soffermiamo sulla storia possiamo metterci le mani nei capelli: non era biografia su Nelson Mandela e neppure film politico che mostrasse da inconsueta angolatura l’incertezza, l’angoscia e la violenza di quegli anni in cui una popolazione è passata repentinamente da Conquistatrice e Dominatrice a semplice minoranza etnica in terra straniera. Immagini cosa deve essere stato veder crollare tutte le certezze ed essere circondati da gente che serba (molto) rancore? Addormentarsi alla sera senza sapere se ci si sveglierà alla mattina seguente? Da morire di paura prescindendo da giudizi di merito. Ovviamente a questo punto è chiaro che non fosse neppure un documentario su evento storico “bizzarro”, ma ahimè purtroppo non era neanche film sul rugby. Oltre a non aver ancora capito le regole del gioco o più banalmente la sua logica, Matt Damond nei panni dello storico capitano dei Verde-Oro è stato talmente convincente che gli suggerirei di studiare con attenzione Any Given Sunday e, dietro lauto compenso, di chiedere ad Al Pacino qualche lezione privata! Ora non mi si eccepisca che sia difficoltoso fare un buon film sportivo, perché mi domando: ricordo solo io Ogni Maledetta Domenica - Any Given Sunday, il tanto apprezzato dalla popolazione giovanile Sognando Beckam, lo storico Rocky o ancora i premiatissimi Fuga per la Vittoria di John Huston e Toro Scatenato di Martin Scorsese?!?!
 
Credo che il quesito irrisolto sia: perché è stato fatto questo film? Che messaggio voleva veicolare? E’ tentativo mal riuscito di promuovere i mondiali di calcio oppure aveva significato più profondo?
O ancora, qualcuno cerca il perdono?
Alle persone che uscendo dallo spettacolo precedente hanno proclamato con convinzione che questo film dovrebbe essere proiettato in tutte le scuole chiederei quindi di argomentare: al momento io ho solo la sensazione di aver perso il mio tempo e …un regista : - (









Articolo (p)Link Commenti Commenti (4)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 02/03/2010 @ 22:33:09, in Libri - Recensioni, linkato 53 volte)


Quando scopri che un autore che ami ha appena dato alle stampe un libro per ragazzi, hai sempre un momento di smarrimento: sei combattuto fra la probabilità altissima di ritrovarti fra le mani una mezza boiata, e la speranza che ti regala una frase di Nick Hornby che ho già citato su questo sito ma che mi piace talmente tanto da non poter fare a meno di riproporla: "Evitare i libri per ragazzi solo perché non si è più ragazzi è come sostenere che i gialli andrebbero letti solo da poliziotti e criminali".

Devo ammettere che, in questo contesto, sono state decisamente più frequenti le delusioni: l'ultima in ordine di tempo "Le creature selvagge" di Dave Eggers, serio candidato alla palma di una delle più brutte letture del 2009. Se la premessa, poi, è che il testo che hai tra le mani è strato scritto PRIMA del successo dell'autore, e ripescato alla bisogna, beh, il timore di una cantonata è davvero dietro l'angolo.

"Boom - ovvero la strana avventura sul pianeta Plonk" di Mark Haddon ha interrotto la serie: con la doverosa premessa che non si tratta di una lettura imperdibile e che - soprattutto - non lascia minimamente trasparire in un nuovo lettore di Haddon la meravigliosa avventura che lo accompagnerà affrontando "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte".

Tutto ciò premesso, devo confessare che la lettura di "Boom", un libro con la copertina gialla e qualche alieno, mi ha insospettabilmente divertito: benché dichiaratamente indirizzato ad un pubblico decisamente giovanile, tanto da essere dedicato ad una IV classe, ha una trama trascinante ed uno splendido protagonista-bambino, inserito in un curioso e spassoso contesto familiare. Ridacchiando solitario in metropolitana, mi sono sorpreso a domandarmi se davvero un undici-dodicenne lo avrebbe trovato delicatamente ironico come stavo facendo io, e capace di alternare qualche spezzone di comicità "un po' grassa" con altre più lievi, evocative, moderate fotografie sociali.

Mi sono risposto che si debba trattare di un buon libro anche e soprattutto per questo: adatto a diversi registri interpretativi, da quello più immediato a quello che fa, sorridendo, pensare per un po'.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 27/02/2010 @ 22:37:57, in Libri - Recensioni, linkato 119 volte)


E' importante terminare la lettura di un libro e riuscire a stabilire che se ne sono tratti degli insegnamenti.

Vediamo:

1. Diffidare da tutti i libri che abbiano una fascetta o una quarta di copertina con un qualsiasi riferimento a Stieg Larsson. Che si tratti di un romanzo che "ha scalzato dalle classifiche scandinave Larsson dalle prime posizioni" o di un thriller "sulle orme di Stieg Larsson", è bene starne lontani.

2. Lo sconto del 30% offerto - e che siano benedetti - dalla Libreria del Corso su tutti i libri non è condizione sufficiente per acquistare una vaccata del genere.

3. Quando un autore piazza in ospedale in fin di vita un ragazzo di quindici anni con ferite multiple e fegato tipo spezzatino, e lo stesso trenta ore dopo scorazza per le lande svedesi, non è una accelerazione del ritmo. E' una minchionata.

4. Quando il profilo dei personaggi principali di un romanzo corrisponde, in termini di spessore, a quello delle comparse sceniche, e quando entrambi non superano per peso quello di un moscerino nano, l'opzione "smetto e passo a leggere qualcosa di decente" ha una sua validità.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (5)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 23/02/2010 @ 23:27:03, in Libri - Recensioni, linkato 75 volte)


E' la storia di uno spazzino. No, non di uno spazzacamino - già reso immortale dalla cinematografia - e neppure di principesse e rospi da baciare, che palle. E' proprio la storia di uno spazzino, uno addetto alla pulizia di un grande aeroporto, che raccattando cartacce da sotto le panchine e spazzando la confezione di una merendina fuori dalla porte automatiche, racconta delle storie.

Già, è la storia di uno che racconta delle storie.

E le racconta nel luogo più impersonale e standardizzato del mondo: salvo alcune, lodevoli eccezioni, sfiderei chiunque a chiudere gli occhi, essere sottoposto magicamente a teletrasporto, svegliarsi in un aeroporto e comprendere immediatamente in quale nazione sia. Ed, insieme, un luogo solitario, in cui si incrociano le vite di viaggiatori spesso solitari, e ancor più spesso con del notevole tempo da spendere prima dell'imbarco, per un ritardo o per la semplice vocazione all'anticipo a cui un viaggio tipicamente spinge.

In questo contesto, un umanissimo spazzino (appunto) intrattiene i viaggiatori (appunto), divertendosi a indovinare la destinazione dei loro voli in uno sguardo, collegandoli a personaggi che hanno attraversato la sua vita, condividendo con loro un'emozione, un momento di pura fantascienza, una improbabile avventura.

"Il club dei desideri impossibili" è una piccola perla, un sorriso che ti si disegna sul viso senza abbandonarti, una bella prova letteraria, un contenitore di risate e brandelli di poesia, la mia personalissima scoperta migliore dell'ancor giovane 2010 e, con ogni probabilità, un regalo che centellinerò preziosamente.

Una nota di lode anche alla copertina, bella, dolcissima e - davvero - particolarmente adatta.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 20/02/2010 @ 23:44:20, in Blog, linkato 606 volte)
Se avete già provato a visitare la mostra di Steve McCurry al Palazzo della Ragione di Milano e siete stati scoraggiati dalle lunghe file all'ingresso, provateci nuovamente e resistete: probabilmente sarà abbastanza inutile cercare degli orari più adatti, perchè fonti ben informate mi raccontano di file di visitatori che si avvicinano pericolosamente al McDonald di Cordusio anche in fasce orarie insospettabili (tipo martedì in pausa pranzo, per dire) e la chiusura ormai prossima della mostra provocherà probabilmente ulteriori assembramenti.

Non importa: più che di una tradizionale personale, si tratta di una vera e propria esperienza visiva, che davvero non è consigliabile lasciarsi sfuggire.

Eviterò di riassumere storia e scatti di Steve McCurry, pluripremiato e pluripubblicato (National Geographic docet) fotografo statunitense di cui tutti abbiamo potuto ammirare almeno una volta qualche lavoro. Sono ritratti di una forza e di un impatto incredibilmente forti, o evocative riprese di paesaggi lontani con una componente comune: la presenza umana, che si tratti di una figura tesa a stabilire le proporzioni architetturali della ripresa o immagini in cui occhi, movimenti e colori divengono dominanti.

Non posso però esimermi dall'inviare un gigantesco messaggio di ringraziamento ad organizzatori e tecnici installatori: la mostra - ricchissima di immagini, in uno spazio adatto ma non gigantesco - gode di una struttura coerente, di una illuminazione delle immagini assolutamente perfetta, di una esposizione curata in tutti i suoi dettagli. Davvero, dopo mostre di fotografia passate a aggiustarsi i capelli in vetri specchianti che ne impedivano la visione e/o a maledire faretti malpuntati, il passo avanti è gigantesco e sinceramente apprezzato.

L'esposizione è organizzata in sei sezioni, idealmente separate da luci luminose rosse che segnalano il passaggio da un tema ad un altro: altra idea felice ed accattivante per accompagnare i visitatori in un vero e proprio viaggio (il termine non è casuale) nell'opera fotografica di McCurry. Spero di fare cosa gradita, e di suscitare magari l'interesse per una visita, selezionando dal sito ufficiale dell'evento una immagine per ogni sezione. Imparagonabili all'esperienza di oggi, però: vi prego, considerate che illuminazione e dimensioni delle stampe valgono tutto, tutto e poi tutto il prezzo del biglietto.

Tutti le immagini sono naturalmente (c) Steve McCurry.

L’Altro




Silenzio



Guerra




Gioia




Infanzia




Bellezza





Notizie utili
"Steve McCurry. Sud-Est", prorogata fino al 28 febbraio 2010, Palazzo della Ragione (piazza Mercanti 1). Milano.

Orari: martedì-domenica 9.30 - 19.30, giovedì 9.30 - 22.30, lunedì 14.30 - 19.30.

Ingresso:
€ 8,00 intero,
€ 6,50 ridotto under 18 e over 65, tessere Feltrinelli (!)
Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 19/02/2010 @ 23:59:50, in Un salto a teatro, linkato 96 volte)
(dal nostro inviato molto speciale FPU riceviamo e pubblichiamo - con immenso piacere - uno dei più intriganti consigli-recensione che siano apparsi su questi lidi)

La mia crassa ignoranza è stata oggi sfidata a duello da un termine di cui intuisco, ma non conosco l’esatto significato. Con il gesto ormai consueto sulla tastiera chiedo a google di dissipare la nebbia del dubbio.

La consolazione deriva dal fatto che il termine sembrerebbe di origine controversa, forse derivando da voix de ville ovvero voce della città o da Vaux de Vire, una valle normanna celebre per delle particolari e tipiche canzoni su temi d'attualità. Fin dal XV secolo identificherebbe canzoni di contenuto licenzioso e satirico, ma talvolta anche moraleggiante, per poi finire per significare l'intera rappresentazione teatrale all’interno della quale le canzoni venivano eseguite, rappresentazione basata in modo via via sempre più caratterizzante su una comicità ricca di equivoci, scambi, battute salaci e allusive.

Ora capisco perchè la brochure dell’Elfo definisca così "La presidentessa" di Maurice Hennequin e Pierre Veber, una perfetta, divertente, spumeggiante e a tratti esilarante macchina ad orologeria capace di generare una serie di gag nel puro stile della più riuscita commedia degli equivoci.

Il merito del successo della rappresentazione allestita dalla fondazione Emilia Romagna Teatro - Teatro dell’Umbria va però anche alla bravura degli undici attori che per due ore e mezza si spendono con ottimi risultati ciascuno nella sua parte, dal ministro sciupa femmine ufficialmente castigatore dei costumi alla modernissima figura della soubrette-escort che riesce a spuntare per l’anziano e dimenticato Presidente del Tribunale di un’oscura provincia francese un’inattesa promozione, per non dimenticare la paffuta moglie di quest’ultimo e la sua ossessione compulsiva legata alla lucidatura dei metalli.

Altro merito della pièce è quello di risultare molto moderna: l’utilizzo dei favori sessuali come chiave di accesso a certe posizioni di potere sembra non troppo liberamente tratta dalle pagine dei quotidiani di questa settimana, così come senza tempo è l’analisi lucida e spietata di una società ipercompetitiva, in cui anche i più moralmente integri finiscono per abdicare ai propri valori in nome del successo e del conseguimento di uno status (la tanto sognata toga rossa).
Insomma, se anche a voi piace ogni tanto sedervi in platea per gustarvi un classico pezzo pregiato di teatro francese d’annata, il consiglio è non perdetevi La presidentessa.

Fino al 21 febbraio a Milano, Teatro Elfo.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 16/02/2010 @ 22:21:15, in Libri - Recensioni, linkato 126 volte)


(recensione pubblicata grazie alla generosa sponsorship di Massimiliano - che sa perchè : - ))

Questa recensione sarà per metà una chiacchierata e per metà una raccolta di link.  Poco canonico, mi rendo conto, ma cosa lo è su queste pagine?

Iniziamo dalla chiacchierata: mi sto arrovellando da un paio di giorni perchè so già che prima o poi, chiacchierando con amici o in rete, qualcuno finirà per citare l'ultimo Dan Brown ed io non saprò trattenermi: "L'ho letto". E qualcuno che non ci ha ancora messo le zampe sopra mi chiederà se lo consiglio.

Mettiamola così: oggettivamente, bisogna prepararsi ed avere un po' di tempo libero davanti, perchè non è il tipo di libro che puoi centellinare fra due fermate di metrò e un caffè. E', come tutti i testi di Brown, un libro furbo, capace di incollarti alla pagina senza troppe domande, ed in grado di mandarti in crisi mentre la lancetta delle ore si muove, perchè alla fine di ogni capitolo si apre una porticina sul successivo, scientificamente. "Ma sì, vediamo nelle prossime pagine che cosa succede e poi lo poso", ma il termine della sezione successiva apre un altro spazio, e così via.

Come dire, l'ho trovato decisamente cinematografico: non mi riferisco ai diritti del libro (ovviamente già venduti) ma proprio alla sua costruzione. Trama incalzante - la storia finisce per svolgersi in una sola notte - continui colpi di scena, zoomate architettoniche, personaggi corposi, dal protagonista "seriale" nelle storie di Daniele Marrone al cattivo di turno, con una filmica capacità di trasformare il "mi-sembra-un-cattivone" in buono e viceversa.

E ad accomunarlo ad una pellicola anche quei criticatissimi "buchi" segnalati qua e là sulla rete, che mi portano a farmi una domanda: d'accordo, non sarà probabilissimo che un tizio che ha subito una amputazione dopo 11 ore sia in piedi a dedicarsi a spiegazioni elaboratissime, ma in fondo, chi di noi esce dall'Odeon domandandosi come sia possibile che 007 non abbia una ecchimosi che sia una? Sono certamente due arti diversissime, per carità, ma ogni tanto si ha il bisogno di lasciarsi trascinare via, che sia da una serie di lemmi tracciati da una pagina o dalla magia delle immagini in movimento, senza troppi perchè.

Avevo promesso qualche link, giusto qualche pagina che mi ha colpito - per diversi motivi - girovagando sulla rete:

https://www.cia.gov/about-cia/virtual-tour/kryptos/index.html - la storia della statua Kryptos, citata nel libro e commissionata dalla CIA e conservata presso la sede di Langley. Nota bene: è sul sito ufficiale dell'agenzia.

http://www.slate.com/id/2228327/ - questo vi piacerà un sacco: è un generatore casuale di trame di Dan Brown. : - ) Si seleziona la città teatro della storia, si sceglie il gruppo "esoterico" potenziale protagonista e TAC, ecco servita la trama del prossimo episodio della saga. La mia preferita: New York City + United States Postal Service

http://washington.org/visiting/experience-dc/the-lost-symbol - della serie "Non siamo per niente una manica di pirla": Washington è senza dubbio la protagonista totale del libro, e nella capitale qualcuno ha pensato che fosse il caso di non farsi sfuggire l'occasione. Ripensando alle tonnellate di turisti con in mano una copia del "Codice Da Vinci" visti al Cenacolo, tutto tranne che una brutta idea. Enjoy.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (5)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ci sono 21 persone collegate

Cerca per parola chiave
 

< marzo 2010 >
L
M
M
G
V
S
D
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
       
             

Titolo
101 cose da fare a Milano (8)
Blog (140)
Browser game (9)
Browserina - Storie di chat (4)
Cinema - Recensioni di V. (19)
Fotografia (24)
Libri - Recensioni (141)
Mostre (1)
News (24)
Photofriday.com - Exercise (4)
Poesie (2)
Racconti (7)
Scrittura creativa (3)
Sport (10)
Un salto a teatro (7)
Vendere foto on line (6)
What the duck! (39)

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Ho 17 anni, tra poche ore farò in test di gravidanza......
11/03/2010 @ 14:17:44
Di G.
Non ti preoccupare, Artemisia. Grazie, anzi, per i tuoi...
09/03/2010 @ 22:19:49
Di Alf
.....avanti di questo passo, ovviamente ....intendevasi...
09/03/2010 @ 15:39:56
Di  Artemisia

Trovati 28 Album


Titolo
2012: secondo voi chi era l’eroe della storia?

 il Presidente anziano e saggio fedele al suo popolo;
 lo sgangherato papino John Cusack che salva la sua family;
 il giovane scienziato che scopre l’arrivo della fine del mondo;
 Lo spettatore

Titolo


Le mie fotografie














PageRank Checking Icon




Alexa Ranking






ANTEPRIMA
ANTEPRIMA!!!






11/03/2010 @ 18.17.32
script eseguito in 859 ms