Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Alessandra è attrice, autrice teatrale, ed è la voce di diverse opere edite da Il Narratore oltre che - giusto sottolinearlo - lettrice presso il Centro Nazionale del Libro Parlato dell'Unione Italiana Ciechi. Mi ha incantato con la sua interpretazione di "Madame Bovary", come avrete letto, e ha accettato di rispondere ad alcune domande in esclusiva per Alfonso76.com
Ciao Alessandra. Prima di tutto complimenti: approfittando di una due giorni vacanziera per chi, come me, risiede a Milano, ho potuto godere della tua bella interpretazione del capolavoro di Flaubert. La prima domanda è quasi d'obbligo: che rapporto hai con questo romanzo? Come molti, credo, avevo letto il romanzo da ragazza e ne conservavo un ricordo emotivo: sicuramente all'epoca avevo molto compatito la 'povera Emma' , forse identificandomi con la sua inquietudine, con la sua noia, il suo bisogno di forti emozioni...ecc. Rileggerlo adesso, nella 'mezza età', è stata una vera scoperta. Altro che compatimenti e struggimenti... Il romanzo è di una bellezza assoluta prima di tutto per la capacità di descrivere luoghi, ambienti, personaggi, psicologie, pensieri, piccoli gesti...insomma ho apprezzato proprio la scrittura, la tecnica straordinaria di Flaubert e poi...la sua perfida ironia. Sì perchè Emma, ma anche Charles e tutti i personaggi del romanzo, sono dipinti con grande e sottile ironia, senza nessuna indulgenza e la storia è effettivamente crudele in ogni dettaglio, non c'è ombra di sentimentalismo nè di moralismo. Insomma, è proprio vero che i romanzi 'cambiano' col tempo...perchè ci fanno da specchio, no?
Difficile essere più che d'accordo con te! So che hai collaborato a diverse edizioni di audiolibri de "Il Narratore"; vorrei chiederti quale sia stata la più impegnativa fra queste esperienze, e quale quella più appagante. Forse la più impegnativa da un punto di vista tecnico è stata la lettura di Cime Tempestose: tutta la vicenda è narrata dal personaggio della balia ma al suo interno è un susseguirsi di dialoghi riportati, inserti di altre storie riferite...insomma non è così facile staccare bene le voci, dare risalto ai caratteri... senza contare che anche quello è un romanzo complesso, tragico, spietato. L'esperienza più appagante (ma anche impegnativa!), direi Stabat Mater di Tiziano Scarpa: lavoro tutto diverso, di grande intensità emotiva, con una scrittura lirica che vuole rendere il flusso dei pensieri di una adolescente (per cui ho dovuto usare una voce più leggera), ma il risultato mi sembra sia buono...ti invito ad ascoltarlo così magari mi dici la tua impressione!
Credimi, non mancherò! E tornando al romanzo di Flaubert, ed alla sua protagonista, posso domandarti quale sia la tua visione di Emma Bovary? A questa domanda credo di aver già risposto almeno in parte...diciamo che secondo me il destino di Emma è già tutto scritto nella sua educazione al collegio di suore, e forse nella sua condizione stessa di donna dell' '800 ambiziosa ma priva di ogni indipendenza. Per lei non c'è scampo. I sogni di cui si è nutrita, la sua idea romantica e puerile dell'amore, la sua ambizione stessa, la portano a inventarsi una vita avventurosa con quel poco che ha a disposizione... e il risultato è la catastrofe. Ma attenzione non è una 'povera donna' infelice, Emma è orgogliosa, egoista, vanesia, sentimentale, volubile, astuta ma anche stupida... come moltissime donne 'reali' che (fino a non tanto tempo fa) non potendo vivere una vita libera hanno visto nel matrimonio l'unica via di fuga possibile...salvo poi detestarlo e cercare più o meno consapevolmente di distruggerlo. Credo che attraverso il personaggio di Emma si possa riflettere ancora oggi sugli effetti devastanti di una 'educazione sentimentale per le donne' pensata solo e comunque dagli uomini. Tema che purtroppo sembra non voler mai passare di moda.... Concludendo direi che Emma non suscita in me 'simpatia' semmai molta comprensione. La simpatia va a personaggi come Charles Bovary, suo marito, forse l'unica vera grottesca vittima di tutto il romanzo, o al fantastico farmacista Homais, capolavoro di idiozia e superbia, al povero Justin.
Ancora una domanda, per la quale i miei amici mi daranno del monomaniaco, lo so già. Ogni volta che riprendo tra le mani Madame Bovary, non riesco a fare a meno di mettermi a canticchiare "Signora Bovary" di Francesco Guccini. Ti prego, dimmi che la conosci e che piace pure a te. Ebbene sì: Mi piace Guccini e mi piace anche "Signora Bovary"... Guccini come pochi sa descrivere l'inquietudine, no?
Ancora un ringraziamento ad Alessandra: per l'estrema disponibilità, e per la magia nell'accompagnarci in pietre miliari della cultura e della letteratura. Con nei abbiamo inaugurato la sezione "Interviste" di questo blog, con la speranza di poterla arricchire in un futuro molto prossimo!